Museo civico Rossi Danielli ad ingresso gratuito ogni domenica d'aprile. Ottima scelta, ma Sebastiano?

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VITERBO - Il museo civico “L. Rossi Danielli” apre le porte con ingresso gratuito per tutte le domeniche di aprile, grazie ad una delibera di giunta voluta per incrementare i visitatori, merito anche di un sistema di vigilanza che permetterà il monitoraggio delle sale.

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Ben venga l'apertura di un gioiello viterbese che in pochissimi conoscono. Chissà quanti cittadini avranno ammirato le preziose tavole del Sebastiano del Piombo o le opere di Domenico Corvi, o la parte archeologica che riporta alle origini del territorio. Una scelta che potrebbe essere estremamente positiva anche per il movimento turistico che sceglierà la Tuscia per il ponte del 25 aprile, che sia associato a domenica 22 o a quella del 29 aprile, che sfocia in pieno San Pellegrino in fiore.

Vedremo i numeri, e speriamo che siano davvero imponenti, perché se talvolta serve un biglietto omaggio per coinvolgere i visitatori ben venga, sempre se sarà accompagnato da adeguata informazione e campagna comunicativa.

Diverso il discorso sul futuro del museo, che attende la nomina del nuovo direttore. Nubi nere si addensano sulla struttura di piazza Crispi, se davvero verrà portata a termine l'operazione di spostamento della PIetà e della Flagellazione del Sebastiano del Piombo sotto i portici di Palazzo dei Priori.

Il consigliere Santucci ha sottoposto la questione al sindaco, in sede di consiglio comunale, ricevendo di fatto una risposta non risposta. Michelini ha detto che prosegue per la sua strada, che costerà alla comunità 600 mila euro, questo l'importo del bando per restaurare gli ambienti, e che di fatto poco conta che sia in fase finale per questa amministrazione, visto che lui ha comunque concluso il Plus che non approvava di certo e chi verrà dopo farà questo. Un accostamento che stona, perché il Plus riguardava una riqualificazione urbana con fondi europei concessi dalla Regione, pianificata dal personale tecnico del Comune, questo impegno di spesa stravolge il concetto stesso del museo, cioè pagare un biglietto per vedere delle opere. Il museo civico “L. Rossi Danielli” ha certamente numerosi tesori, ma il più brillante sono proprio le due tavole, che di fatto da sole coprono di gran lunga il prezzo del biglietto. Depauperare la struttura delle stesse ne decreterebbe di fatto la fine. Basta pensare ad un esempio sciocco: il Louvre. Possiamo provare a descrivere quante bellezze sono esposte nella sua infinità di sale, ma quanta gente si sottopone ad ore di fila per il solo gusto di arrivare a vedere la Gioconda? Si tratta di un simbolo, e il museo viterbese ne ha uno, si chiama Sebastiano Luciani detto Del Piombo. Spostarlo altrove sarebbe il sacrilegio più grande, anche superiore ai 600mila euro spesi.

Personalmente, qualora fosse impossibile fermare il bando in corso, ci auguriamo che la futura Giunta decida un utilizzo diverso, per opere che non trovano posto, per mostre, conferenze, ma non certo per esporre in modo permanente la Pietà e la Flagellazione.
Una scelta che permetterebbe di alleggerire l'utilizzo dellla Sala Regia, che potrebbe entrare in un circuito a biglietto magari comprendendo la Sala Rossa, oggi non visitabile in quanto occupata dall'ufficio del sindaco ma riportata su ogni guida turistica, e il museo stesso, creando un circolo vizioso che porti il turista a visitare un museo collocato in una posizione scomoda. Il passo successivo sarebbe il suo spostamento, magari nell'ex convento e poi tribunale di piazza Fontana Grande, prendetelo un consiglio per i maestosi programmi elettorali che partiti e movimenti stanno stilando in vista della amminsitrative.

Teresa Pierini

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