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Salvini ci crede: "Torno il 3 settembre da Premier accolto da un sindaco leghista"

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VITERBO - Dal simbolo della Lega è sparito il termine Nord ma la città dei papi ha mostrato di essere tradizionalista e per l'arrivo di Matteo Salvini è calato un gelo polare degno del Nord Italia, un freddo che lo avrà fatto senitre a casa. A scaldarlo militanti e simpatizzanti, che sono man mano cresciuti, dalla tappa iniziale alle Ex Terme Inps, passando per l'inaugurazione della sede in piazza Verdi per finire al migliaio di coraggiosi che hanno scelto di essere presenti in piazza del Plebiscito. 

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E' il primo leader di partito che arriva in città e, stranamente, lo fa ad elezioni avvenute, per ringraziare il 20% raccolto a Viterbo alle politiche. Al suo fianco il neo senatore Umberto Fusco, da domani ufficilamente seduto in aula per la prima importante votazione del presidente di assemblea. 

Ed è proprio dall'argomento alleanze che parte l'assalto dei giornalisti a Salvini, che risponde come sempre: "Mi fido di tutti quelli che firmano un accordo, la Lega non chiede presidenze, stasera, per me stanotte, di nuovo incontro di coalizione per decidere. Di certo domani il centrodestra voterà compatto ma non chiedetemi chi, non faccio nomi". Conferma di avere contatti telefonici continui con Di Maio e si dichiara pronto a fare il Premier. Guardandosi intorno e sollecitato da Fusco dichiara le Ex terme Inps il simbolo del non-lavoro e del non-Stato, un luogo che dovrebbe produrre ricchezza ma che negli ultimi tempi nessuno è stato in grado di far produrre. 

Rinuncia alla passeggiata a Pratogiardino, l'aria è tagliente, la gente già lo attende e una ventina di minuti di ritardo fanno saltare una tappa di quelle in programma: si va dritti a piazza Verdi per il taglio del nastro della nuova sede.

Qualche foto, pochissime parole, il tempo di ricevere il bozzetto del Volo d'angeli, per promozionare la Macchina di Santa Rosa che lui ben conosce, e si parte, direzione la piazza del comizio pubblico. 

Verso l'uscita riusciamo a fare una domanda sul candidato sindaco, con immediata risposta "Non pretendiamo nulla, gli elettori ci hanno premiato e abbiamo uomini e donne in gamba in grado di farlo, vedremo", un concetto ribadito anche in piazza con maggiore enfasi, a beneficio degli elettori. 

Il percorso lungo corso Italia è pieno di tappe, saluti, foto, selfie e un "codazzo" che mano a mano si allarga. Salvini è gentile e disponibile con tutti, attorniato dai fedelissimi e da tanta polizia. 

In piazza del Plebiscito non c'è molta gente, il traffico è chiuso ma il freddo ha lasciato a casa le persone, I mitilanti si accalcano sotto il palco, anche per evitare la sferzante tramontana, ma mano a mano le persone crescono, qualcuno si avvicina e alla fine saranno un migliaio ad ascoltare le parole del leader leghista. 

Sale sul palco Fusco che saluta, ricordando un viaggio "tutto verde" iniziato nove anni fa ed ora arrivato davvero all'apice, come primo partito della coalizione di centro destra. Sul palco salgono consiglieri, coordinatori e candidati delle ultime elezioni, a lato una traduttrice di linguaggio Lis, a beneficio dei non udenti. 

"Voglio tornare in questa piazza il 3 settembre come premier e per voi voglio un sindaco della Lega - questo l'esordio del segretario -. Abbiamo vinto perché abbiamo proposto un'Italia normale mentre gli altri giravano raccontando di un'Italia che non c'è". 

Racconta la sua Nazione, un ministero per i deboli, la cancellazione della legge Fornero "che ha distrutto i lavoratori impedendogli di andare in pensione e lasciando a casa di giovani che avrebbero dovuto sostituirli". Parla dei salari bassi dati da chi sfrutta, della pressione che viene esercitata sui negozi mentre alle cooperative fanno fare qualsiasi cosa. Dichiara che sarà necessario proteggere gli italiani, i prodotti made in Italy e le aziende. "Se la Merkel è preoccupata vuol dire che abbiamo dato un buon voto, sarebbe stato grave il contrario. C'era un partito che si chiamava +Europa, che aveva nel programma la reintroduzione dell'Imu. E si domandano perché non li hanno votati? E' come dare più cocaina a chi vuole disintossicarsi. Guardando al governo, andremo da Presidente della Repubblica e proporremo il nostro programma, è l'unica cosa che ci interessa, fare quello che ci siamo prefissati, una riforma al mese, e suibito, come gesto simbolo, andremo a togliere le 7 accise più vecchie che paghiamo sulla benzina, si risparmierà poco, vero, ma almeno è un gesto". 

Immancabile l'argomento profughi, che Salvini non vede in giro mentre vede tanti ragazzoni di colore che stanno tutto il tempo a fare nulla e a guardare il cellulare. 

"Ce ne sono tante di cose da fare, spero che risolveremo presto le presidenze per poi pensare agli italiani. Io ascolterò tutti, partendo dal programma ma è poco probabile che mi vedrete con Renzi e Boschi - prosegue raccogliendo l'applauso più caldo del pubblico -. Dico no al governo delle larghe intese perché non si conclude un accidente. Non ci sto a prendere la poltrona per fare nulla".

Racconta la storia odierna, della gelataia che si è rifiutata di servirlo, storia vera, pur colorita: "Ero al parco vicino casa con mia figlia Mirta, di 5 anni, voleva un gelato.Ho fatto lo scontrino, fiordilatte e fragola, e ho fatto la fila. Ho notato che c'era una sola commessa, in genere sono almeno due ma non mi sono fatto domande. Sono uscito, gelato gustato, buono come sempre. Il giorno dopo vengo a sapere che entrando una delle commesse mi ha visto e si è rifiutata di servirmi, andando nel retrobottega. Ho sentito la proprietaria, era in prova e con questo gesto ora è casa. La sinistra l'ha subito eretta a paladina, chiamandola gelataia antirazzista, io la chiamo gelataia rimbambita. Poi si chiedono perché la gente non la vota più!".

Onestà, certezza della pena, religione, tradizione cristiana, con polemica annessa per il giuramento sul Vangelo, 19 marzo, che è la festa del papà e non del genitore 1, la difesa dei bambini e dei deboli e uno sguardo alle nuove tecnologie: "Il futuro va controllato, ogni pacco di Amazon è una saracinesca chiusa... e si perde anche la voglia di relazionarsi, abituati ai social. La modernità e la globalizzazione vanno governate".

Chiude senza promesse eclatanti: "Niente bacchetta magica, se ci daranno occasione di governo lo faremo per 60 milioni di italiani, a prescindere da chi hanno votato. Non prometto 80 euro... era quell'altro Matteo, e ha fatto una brutta fine. Che Dio e Santa Rosa ci aiutino".

Le  ultime interviste per le tevisioni nazionali, con tanto di collegamento diretto su Rete4 per Quinta colonna, e via verso la cena all'Acquarossa, la notte di Salvini sarà davvero lunga". 

Teresa Pierini