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Il caos al seggio di Tobia: la leggenda, le responsabilità

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VITERBO - Un giorno di ordinaria follia, il 4 marzo vissuto alla scuola per l'infanzia di Tobia, un giorno infinito per gli elettori, in fila praticamente dalle 8 di mattina fino ad oltre la mezzanotte, un giorno lungo 27 ore con gli occhi sbarrati per i componenti dei seggi. Tutti a lamentarsi, tutti a gridare allo scandalo, qualche parola di troppo. Proviamo a raccontarvi cosa è successo e se ci sono responsabilità.

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Partiamo dai numeri, quasi 1.400 gli elettori iscritti al voto, ciascuno per due sezioni, in totale circa 3mila persone. Un numero impressionante, che coinvolge un'area vastissima, da Cinelli a Tobia, parte di Ponte di Cetti, qualcosa di Ponte dell'elce. Età media abbastanza alta, tre schede da riempire, due bollini assurdi da staccare (e duole scrivere "lo avevamo detto...), un ambiente non adatto all'affluenza prevista, con un serpentone di persone, molte anziane, strette in un corridoio che sarà perfetto per far correre i piccoli dell'asilo, ma diventa un tunnel senza aria per le centinaia di persone in coda. 

Il primo mito da sfatare riguarda chi il seggio lo ha vissuto come componente: dai primi elettori la fila è andata man mano crescendo, diventando praticamente ininterrotta da poco dopo le 9 e sconfinando l'orario di chiusura delle 23, per il seggio 58 ad esempio c'è voluta ancora un'ora per permettere alle persone presenti di esercitare il loro sacrosanto diritto di voto, ancor più lunga la fila del 5. Quattro le cabine, sempre continuamente piene, e l'attesa tra un elettore e l'altro per la necessaria operazione stacca bollino che spettava, da legge, solo al presidente, impegnato immediatamente dopo a dettare allo scrutatore il numero delle due schede assegnate ad un nuovo elettore. Ore ed ore seduti fissando un registro senza nemmeno avere il tempo di andare in bagno, e si capisce sulla propria pelle il dramma delle operatrici di un callcenter passato agli onori della cronaca. E se poi si calcola la cifra oraria guadagnata rispetto al tempo speso (stiamo sui 4,5 euro l'ora) è lecito chiedersi se lo Stato, il MInistero dell'Interno, possano essere paragonati ad un call center sfrutta personale...

Assodato il lunghissimo tempo servito per votare ovunque, non solo a Tobia ma anche dove gli iscritti erano 6/700, è indispensabile fare qualche riflessione, almeno per evitare che succeda ancora, e il 28 maggio è alle porte.

Sui 66 seggi viterbesi quanti fiorano i 1500 iscritti? E' giusto che ci siano differenze incredibili, tra chi accoglie poche centinaia di iscritti e chi ne vede molti più di mille? E' giusto sottoporre migliaia di persone ad una sofferenza, perché quella è stata, con gente che ha seriamente rischiato di stare male? L'ambiente della scuola per l'infanzia di Tobia, bellissimo come plesso scolastico, è adatto, specie nel corridoio stretto e angusto e senza un filo di luce e aria, per l'attesa? E non finisce qui. Il meglio viene di fuori: all'imbrunire praticamente zero luce, e, ciliegina sulla torta, nessun modo di parcheggiare. Finito il minino spazio conquistato dalle auto mollate lungo la stretta via, il risultato è li, ancora, sotto gli occhi di tutti: un uliveto trasformato in parcheggio, che complice la neve sciolta e penetrata nel terreno nel giro di poco è diventata un salmastro stagno con sabbie mobili annesse, lo conferma l'auto rimasta piantata con le gomme nel fango. E chissà di chi era quell'uliveto, se comunale o privato.

Un giorno di ordinaria follia, con traffico impazzito nella tranquilla frazione viterbese, con i vigili chiamati ad un miracolo impossibile da fare, persone innvervosite e spesso scortesi con chi stava tentando di fare il proprio lavoro: dodici persone portate al limite, costrette a stare sveglie ininterrottamente per 27 ore, con il dovere di portare a termine perfettamente un impegno fondamentale quale operare in un seggio elettorale. Poi nascono le leggende metropolitane, tipo "perché avete istituito la differenza tra uomo e donna", quando i registri sono divisi da sempre per genere, o chi non capiva il perché del bollino, o del sistema in generale, e insultava gli scrutatori come se fossero tutti piccoli ministri dell'Interno.

Questa domenica ha dimostrato molte falle, disagi infiniti per tanti, o praticamente per tutti. Ed oggi, ore ed ore dopo che tutte le operazioni sono finite, dal Ministero dell'interno arrivano dati incompleti, se non addirittura sballati, specie sulle preferenze, e ovviamente nulla è dato sapere sull'assegnazione seggi, almeno per le regionali. Ci sono grandi responsablità per questo disagio, quello che bisognerebbe smettere di fare è prendersela con gli ultimi e coinvolgere i vertici, quelli che le decisioni le prendono.

Speriamo che si dia esempio già da Viterbo, livellando, nei limiti del possibile, il numero di elettori per ogni seggio; qualche consigliere comunale, e non solo, in fila si è visto, attendiamo il miracolo, altrimenti Tobia passerà ogni volta alla storia. 

Teresa Pierini