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Da Trastevere inizia la rincorsa per Civita di Bagnoregio Patrimonio Unesco

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ROMA – E' la sede del We-Gil, a Trastevere, ad ospitare il primo passo ufficiale successivo all'inserimento nella Tentative List Unesco. Presenti il sindaco Bigiotti, con il vice Profili, il presidente Zingaretti e l'assessore regionale Ravera, insieme ad illustri testimonial del borgo, da Claudio Margottini, a Paolo Crepet e Marco Lodoli.

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Modera l'appuntamento Alberto Ferrigolo, che presenta il progetto: “Molte personalità del mondo culturale e tanti cittadini hanno espresso amore e passione per questo luogo apprezzando il territorio italiano, di cui Civita è simbolo, per salvare la Valle dei Calanchi. Da qui l'immagine chiave che l'ha fatta giungere ad Expo e l'inserimento nella tentative list, inizio di questa sfida appassionante. Ora siamo nella fase operativa, con la realizzazione di un dossier analitico e strutturato sulle caratteristiche del borgo di Civita di Bagnoregio, di origine etrusca, con conformazione tufacea, patrimonio paesaggistico e culturale italiano. In questo modo teniamo informata l'opinione pubblica dei passaggi realizzati”.

E' il sindaco Francesco Bigiotti ad ufficializzare il primo passo: “Dal modello Civita al progetto per diventare patrimonio Unesco, un borgo che sta andando a passo veloce verso il riconoscimento della qualità, ottenuto attraverso una programmazione e un marketing territoriale ben studiato, con comunicazione efficace, che ha portato tante visite. Ora facciamo scelte di qualità, che saranno decisive, anche dolorose e di coraggio. Con le decisioni amministrative stiamo difendendo il territorio, fermando la realizzazione dell'eolico, non perché siamo contro alle energie rinnovabili ma per proteggere la bellezza, lo stesso abbiamo fatto per una cava e altre richieste che non erano adatte. Per i visitatori ci stiamo orientando verso il biglietto differenziato, da un anno c'è il trasporto disabili, e stiamo lavorando per delocalizzare i parcheggi, Grazie a tutti quelli che si sono impegnati per tutto questo, la mia giunta, i collaboratori e tanti personaggi che ci sono vicini, grazie per la sensiblità del ministero, a Lidia Ravera qui presente e ad un presidente illuminato che ha avviato questo operazione”.

Il dossier tecnico sarà realizzato con il supporto e l'esperienza del geologo Claudio Margottini, di nuovo in prima fila per la “sua” Civita: “Stiamo cercando di rendere il tempo, che interviene sul paesaggio, patrimonio dell'umanità. Patrimoino Unesco vuol dire avere eccezionale valore universale, non si riscontra in altri parti al mondo quello che è a Civita. Oggi i beni Unesco sono un migliaio, ma si sta lavorando sulla terza linea, il paesaggio culturale, che prende entrambe le realtà, Civita è frutto del tempo e dell'uomo sull'ambiente”.

Il geologo mostra le foto del territorio spiegando come l'erosione abbia creato nella zona rupe uniche, e Civita, rispetto a tutte le altre nei Calanchi, è più interna, con intensità eccezionali. “Per questo ogni anno se ne vanno 7 cm di argilla – ha proseguito il geologo - insieme ad una serie di fenomeni franosi, da quella storica del 1114, che ha inciso sul versante settentrionale, causa del fenomeno erosivo attuale in quel lato. Il 20% del borgo dal 1700 è franato a valle. La storia ha lasciato traccia dei tanti ponti costruiti nel tempo, alcuni caduti, uno bombardato dai tedeschi in fuga, fino all'attuale, costruito su una sella che nel tempo è calata di 40 metri. Civita è un film in continua evoluzione, una sorta di paesaggio vivente. Qui la presenza dell'uomo e dell'ambiente è davvero unica, valore universale che le spetta”.

Margottini guiderà il team di esperti che realizzerà il dossier.

Paolo Crepet, residente a Civita: “Sono stato folgorato 25 anni fa, trovando un luogo bellissimo, con necessità di tutela, finalmente siamo arrivati a quello che prospettavamo al tempo con Margottini, che sembrava utopico. Il film di cui parlava lui prima l'ho visto, Civita è cambiata molto, era difficile viverci, c'era sol un baretto che apriva, e nemmeno sempre. Oggi è tutto cambiato, ci si vive, si mangia, nell'estate diventa un bellissimo luogo culturale, con arte, musica, spettacoli e il fantastico evento dei fumetti. Quello che amiamo noi di questo borgo può essere amato anche a 10mila chilometri di distanza, avvicinando turisti amanti di storia, silenzio e della sua meraviglia, creando un processo virtuoso che porti sviluppo. Civita ha bisogno di coraggio, serve un segno distintivo perché questo è un luogo diverso, bisogna fare scelte di limitazioni, come per gli esercizi commerciali. Siamo in un mondo che sotto l'eccesso sprofonda, ancora di più Civita con la sua fragilità. I nostri figli ci ringrazieranno”.

Marco Lodoli, scrittore: “Abbiamo portato ragazzi delle scuole a vedere Civita, li pensiamo spesso indifferenti, ma la sua immediatezza permette l'immediata percezione, la sua fragilità, elemento fondante della bellezza, superando il concetto che tutto duri per sempre. E' l'impermanenza dei buddisti, tutto è minacciato, ma è fondamento dell'eccezionalità. Sette centimetri per volta, tutto si spianerà forse, come si spianerà qualsiasi cosa. Una paura che porta apprensione ma anche amore, la percezione di un'allegoria così forte arriva a tutti, tutto intorno è voragine. L'immagine evocativa è del Museo delle frane, quante frane nelle proprie vite, siamo pronti a franare anche domani ma anche a ricostruire, lungo il fruscio del tempo. La massima espressione di questo concetto è Civita che merita di essere patrimonio Unesco, per fissarlo tra i luoghi più belli del mondo”.

Lazio Crea ha realizzato il progetto “A spasso con Abc”, dedicato ai ragazzi delle scuole che hanno passeggiato per i luoghi più belli della Regione, fermando poi tutto nei propri lavori.

Una delle mensioni è andata ad una classe Itis di Nettuno, seguita dalla profesoressa Monica Nobili che li ha accompagnati anche nelle visite, grazie al video “Una poesia per Civita”, mostrato ai presenti, una serie di foto commentate con parole che diventano la poesia unica che trasmette ogni angolo del borgo. Uno degli studenti, Leonardo, sottolinea: “Un conto vedere le foto, un altro vederla dal vivo. Per noi Civita è una città che non muore, non bisogna fermarsi all'esterno ma bisogna entrare e vedere la vita che scorre dentro”.

“Civita, la città che non vuole morire” è invece il vincitore del festival fumetti, realizzato dagli allievi della scuola Chris Cappel College di Anzio: “Il lavoro nasce dal viaggio tra un turista inglese di oggi, tecnologico, che si incontrerà con San Bonaventura – spiega Vania, una delle allieve - in grado di portarlo nei silenzi e nei segreti del borgo. Abbiamo optato per la triplice scelta linguistica, latino per il santo, inglese, turista, e italiano, per far esprireme meglio i propri sentimenti”.

In chiusura il presidente Zingaretti: “Questo percorso ci sta già spiegando qualcosa, oltre all'obiettivo strategico di arrivare al risultato del riconoscimento, dal punto di vista emozionale e di coinvolgimento, come abbiamo visto con gli studenti. Stiamo ricevendo insegnamenti – ha precisato –. Il primo ci dice che la bellezza è un valore aggiunto, un immenso patrimonio, non delocallizzabile. L'economia della bellezza che ascolto attualmente in molti campi, dall'enogastromonia all'agricoltura, avendo sempre cura perché c'è sempre il rischio di omologazione, annientamento, con lo sviluppo arrivano sia i buoni che i cattivi e dobbiamo prestare attenzione. Secondo concetto è l'importanza della struttura, in questo caso Abc di Lazio Crea, che ha permesso di fare rete tra le realtà più belle. Abbiamo lavorato sulle residenze storiche delle famiglie nobiliari, per salvaguardare un patrimonio di tutti; sui cammini religiosi, che partono da ogni luogo ma arrivano tutti a Roma, ricreando il percorso tra locande e storia. Intorno a questa buona storia del vivere stiamo facendo una buona alleanza tra architetti, storici, professionisti, ragazzi e ragazze che diventano persone migliori”.

L'atto odierno è stato l'avvio ufficiale che ha aperto la sfida per Civita di Bagnoregio Patrimonio ambientale e culturale Unesco, un anno di lavoro, i tempi sono stretti ma sono tutti convinti che si raggiungerà il risultato.

Teresa Pierini