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Bagnaia si raccoglie intorno al Focarone: acceso il Sacro Fuoco di Sant'Antonio

VITERBO - La sera del 16 gennaio per Bagnaia è una delle più attese: dopo un anno di lavoro, il Comitato Sacro Fuoco è pronto ad accendere l'altissima catasta di legno preparata intorno all'Epifania.

Una tradizione da rispettare, molto sentita dai bagnaioli, che come sempre si riuniscono intorno ed attendono. Dopo l'arrivo della processione con le confraternite, accolto il vescovo Piazza da don Vittore, è il momento delle parole.

E' Giorgia Serafini, presidente del comitato, a salutare i bagnaioli e tutti i presenti, dopo aver ringraziato le autorità e aver donato alla confraternita di Sant'Antonio un quadro, precisa: "Cos'è per noi il fuoco? E' amore, passione, radici,  tradizione, amicizia, fuoco vuol dire luce che ci guida e ponte verso il domani. E' stato un viaggio incredibile e bellissimo, per cui ringrazio tutti".

E la tradizione torna anche nelle parole del vescovo Piazza: "Tradizione vuol dire consegnare, e a voi è stata consegnata una tradizione che diventa passione ed impegno da portare avanti, un sentiero di speranza che riflette il messaggio giubilare".

Giorgia accende poi il bastone infuocato che avvia il rito: in pochissimo il Focarone si avvia, infiamma, disegnando bellissime figure con le lingue di fuoco. Intorno una comunità si riunisce, cena in piazza, divertendosi con la musica che proseguirà fino a notte fonda, quando sarà già domani, quel 17 gennaio in cui la chiesa festeggia Sant'Antonio Abate, accolto con la purificazione del sacro fuoco.

Teresa Pierini  e Anselmo Cianchi