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De Meo (FI) agli azzurri della Tuscia: "I veri eredi di Berlusconi siamo tutti noi, dobbiamo migliorare questa Europa"

Provincia
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MONTEFIASCONE - Forza Italia si è ritrovata per accogliere l'europarlamentare uscente e candidato alle prossime elezioni Salvatore De Meo.

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Più di 500 azzurri hanno accettato l'invito del coordinatore provinciale, e Presidente della Provincia, Alessandro Romoli: amministratori, quadri dirigenti, simpatizzanti, insieme per recuperare l'atmofera di un tempo che il partito berlusconiano sta recuperando.

In sala numerosi sindaci e consiglieri, alcuni in campagna elettorale per le amministrative, e ospiti del mondo associativo, come la Coldiretti Viterbo, rappresentata dalla direttrice Paraluppi, e un gruppo di pescatori, venuti a rappresentare le difficoltà del momento.

Prima di entrare alla Carrozza d'Oro sono loro a spiegare le tante criticità che stanno facendo diventare complesso il lavoro: "Il disagio maggiore al momento è la numerosa presenza del cormorano, che attinge direttamente dal pescato e da animale protetto, diventato stanziale e non più migrante, rischia di accaparrarsi il poco pesce a disposizione - raccontano all'on. De Meo - Poi la burocrazia dell'Unione europea, che vieta la semina (la diffusione delle uova in acqua per assicurasi nascite future, ndr) e avendola permessa solo un paio di volte negli ultimi anni stiamo rischiando di non avere ricambio. Il risultato è che anzichè pescare 50-60 chili di prodotto ora stiamo sui 10 e non conviene più uscire in barca. Per fortuna ci salva l'anguilla ma se l'Europa decide di proibirne la pesca per carenza crea doppia difficoltà. Da gennaio ad oggi nessuno di noi ha pescato coregone, i giovani mollano anche il lavoro, è rimasto solo un ragazzo, il rischio è di perdere completamente la tradizione dei pescatori del lago di Bolsena".

Una lamentela accolta da De Meo, che ha garantito attenzione sull'argomento, ma anche dal presidente Romoli, che sta in questi giorni lavorando sulla regolamentazione della navigazione in acque lacustri, invitando i pescatori a partecipare agli incontri futuri, in cui saranno gettate le basi da condividere.

Entrati al ristorante è giunto il saluto di Paolo Manzi, che ha ringraziato i presenti, il presidente Romoli per l'organizzazione e i ragazzi del giovanile che hanno allestito la sala.

Il presidente Romoli ha ricordato il motivo dell'incontro: "Una serata che ci vede numerosi, con tutti i comuni della provincia rappresentati, attraverso una classe dirigente fatta da ottimi amministratori, la presenza di Salvatore De Meo permette di ritrovare tanti amici. Salvatore ha fatto un excursus politico che lo rende esperto e capace di risolvere i nostri problemi, partito da sindaco ed arrivato al Parlamento Europeo. Spesso vediamo l'Europa lontana ed è importante avere un eletto che sia a noi vicino. Questa è la campagna del voto utile e va dato ad un partito che si candida a governare ed è Forza Italia con la famiglia del PpE, Salvatore sarà eletto e noi come Tuscia te lo garantiamo - ha detto direttamente al candidato, passando poi al sistema di voto -. Ricordiamoci le tre preferenze, una necessariamente di genere diverso, quindi per votare Tajani e De Meo dobbiamo aggiungere il nome di una candidata donna, così possiamo riprendere il valore di scegliere i nostri eletti. Supportiamo Forza Italia per essere importanti nella casa del centro destra, con tutta la nostra storia e tradizione".

De Meo è partito dalla straordinaria accoglienza: "Il tramonto di questo luogo è qualcosa da immagazzinare, tornerò sicuramente - ha precisato andando a toccare gli argomenti elettorali -. Dobbiamo recuperare credibilità sul voto europeo, è vero che ci sono stati provvedimenti strani, specie in agricoltura, ma non dimentichiamo che l'Europa è fatta da noi e fa provvedimenti che poi sono destinati a diventare cogenti, pensate alle auto elettriche e alle case green, è necessario eleggere persone in grado di decidere. Questo perché ogni Stato segue la sua strada, come per il piano di sviluppo rurale, che qui è stato recepito con correzioni errate che hanno reso tutto difficile rispetto ad altre Nazioni europee.

Questa competizione elettorale non vede vincitori - ha proseguito l'onorevole - ma eletti che poi andranno a comporre il parlamento, e FI è l'unico partito italiano del PpE che, come tutti già dicono, sarà maggioranza. Usciamo dalla 'coalizione Ursula' con le difficoltà vissute per la sua trazione a sinistra, dopo aver affrontato emergenze come il Covid e la guerra, oggi sappiamo che la pace si costruisce con la difesa e noi dobbiamo arrivare alla difesa comune, mentre si sono fermati alla moneta comune, che ben sappiamo quanto è costata all'Italia per la transizione fatta da Prodi.

È bello che anche i nostri alleati si siano ritrovati europeisti - ha aggiunto -ma è anche il momento di dire basta a slogan come 'prima l'Italia', perché così in Germania dicono 'prima i tedeschi' e non si finisce mai. I veri eredi di Berlusconi siamo tutti noi, di presidente c'è ne stato uno ma con l'impegno di tutti possiamo essere il luogo d'approdo per moderati e cattolici, un valore che dobbiamo inserire tra quelli europei. Dobbiamo migliorare questa Europa" ha concluso, precisando che sarà pronto a farlo per i 10 milioni di elettori che compongono il collegio Centro, con Lazio, Toscana, Umbria e Marche.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi