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Corilicoltori italiani, turchi e georgiani dicono no al cartello dell'industria

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NEPI - Un intenso lavoro d'insieme quello portato avanti dai piccoli imprenditori agricoli che provengono da Turchia e Georgia, uniti agli italiani. Workshop, tavoli e molto impegno, tutto raccontato nell'incontro di ieri mattina presso la sala consiliare.

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Biologico, stile di coltivazioni, gestione delle proprie aziende, tanti gli aspetti che i gruppi di lavoro hanno affrontato, puntando su un progetto di unione, supportati dall'Arsial, e confermando che deve terminare l'attuale guerra tra agricoltori bio e tradizionali e soprattutto tra produttori di nocciole e cittadini.

Ferma la posizione della delegazione turca, che ha rafforzato il loro solido no alla Ferrero, almeno nei rapporti che sono stati creati fino a questo momento: "Dobbiamo trovare una media tra la soddisfazione di noi piccoli coltivatori e quella industriale. Oggi avremo un incontro in cui spiegheremo le nostre esigenze, vogliamo rispetto" ha precisato uno degli agricoltori annunciando la visita pomeridiana nella sede romana di Unindustria.

Simile le esigenze esposte dall'agricoltore georgiano: "Rappresento 500 imprenditori riuniti in cooperativa, di cui 200 attivi con protocollo unico. E' grande la difficoltà al momento, nessun aiuto statale per noi, mentre abbiamo avuto una forte invasione della cimice asiatica, difficile da eliminare col biologico. Questo incontro è importante perché l'unione fa la forza, oltre a permettere uno scambio di informazioni. Perfetta la creazione delle dieci priorità condivise tra tutti, ora serve la giusta conoscenza dei prezzi per evitare che le aziende facciano cartello: dobbiamo dire no a qualsiasi accordo monopolistico nel settore delle nocciole".

Sull'argomento biologico e lo stallo in Regione Lazio è intervenuto Enrico Panunzi,  consigliere regionale, che prosegue, dopo il primo mandato, a rappresentare la Tuscia: "Trovo giusto lo scambio internazionale tra operatori che coinvolge tutti, evitando che ci siano parti a traino se non addirittura che ignorano informazioni. Legge Bio, firmata da tutti i gruppi e approvata dalla commissione agricoltura, rimasta ferma con la fine legislatura. Purtroppo è andato perso il lavoro fatto, ma mi impegno a riprendere il testo e depositare la legge, che fu firmata da 23 consiglieri su 50, vediamo se posso fare meglio".

Infine sono stati illustrati i punti del documento condiviso dai produttori delle tre nazioni: "Abbiamo esigenze e sistemi diversi - ha precisato il relatore leggendolo - ma insieme vogliamo il rispetto del nostro lavoro. Oggi è il giorno internazionale della lotta contadina, una data perfetta per il nostro impegno, che parte dal mettere in piedi una rete internazionale di produttori familiari di nocciole, con coordinamento permanente in cui condividere informazioni, espandersi ad altri Paesi che producono nocciole, rafforzare strutture e collaborazione, promuovere campagne per difendere i nostri diritti e rafforzare il nostro potere contro la politica dei bassi prezzi. Secondo, promozione di un luogo istituzionale per trattare con l'agrindustria, e crediamo che l'ideale sia la Fao. Terzo, la promozione di investimenti pubblici per agricoltura familiare con valorizzazione del prodotto trasformato. Quarto: costruzione mercati alternativi con diversificazione. Quinto: formazione permanente tra agricoltori per rafforzare le nostre capacità. Sesto: creazione di uno strumento web dove scambiare informazioni di mercato e sui modelli di produzione, valido anche per trovare soluzioni sull' esperienza comune. Settimo: collaborazione su ricerca, che coinvolga gli agricoltori ponendoli al centro con il coinvolgimento della comunità accademica. Ottavo: creazione di una campagna sul diritto del lavoro agricolo, per difendere i deboli e alla ricerca di uno sviluppo sostenibile".

Nel dibattito sono stati affrontati temi ambientali, tra questi Carlo Leoni ha puntato il dito sulla geotermia che di fatto cambierà la composizione dell'area del lago di Vico, se nascerà il previsto impianto nella ex cava, influendo notevolmente sulle nocciole attraverso l'acido cloridrico che uscirà dal terreno.

L'iniziativa è stata promossa da Bio – distretto della Via Amerina delle Forre e dai 13 comuni aderenti con il contributo dell'ARSIAL e della FAO, in partnership con Cifti Sen (Confederazione di Unioni degli agricoltori di piccola scala – Turhia), Fındık-SEN (Unione di produttori di Nocciole – Turchia), Elkana (Associazione di agricoltura biologica– Georgia).

Teresa Pierini