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Vimercate: vietato l'accesso in biblioteca per una bambina di 9 anni (ovviamente) senza green pass

Viterbo
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VITERBO - E' di pochi giorni fa l'annuncio della nascita di una squadra legale dell’Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà, associazione fondata dall’avvocato Erich Grimaldi, pronto a verificare quanto sarebbe avvenuto con il green pass.

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La prima azione è stata l'invio di diffida alla presidenza del Consiglio e agli uffici ministeriali preposti, nonché alle regioni ed ai Comuni, a Fipe, Confcommercio e Federalberghi, contro l’applicazione del Green Pass, così come licenziato dal Governo Draghi.

"Lo strumento, per come è stato concepito dalle istituzioni italiane - spiegano in una nota - di fatto viola la disposizione europea secondo la quale nessun provvedimento può essere adottato per condurre all’obbligatorietà del vaccino. 'In totale dispregio dell’ultimo capoverso dell’art 32 della Costituzione, che rappresenta aspetto inderogabile e assoluto (la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti)' si legge nella diffida firmata da oltre 100 avvocati del gruppo 'dove nel comma due specifica che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per dispozione di legge, il Green Pass di fatto costringe alla vaccinazione per poter svolgere qualsiasi attività professionale”.

Inoltre, continua la diffida, “l’articolo n. 36 del Regolamento UE 953/2021 precisa sia necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come I bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate”.

Pertanto “il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione o per l’utilizzo di servizi di trasporto passeggeri transfrontalieri quali linee aeree, treni, pullman, traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo a essere vaccinati”.

Ulteriori aspetti concernono la violazione della privacy ed il trattamento dei dati sensibili nonché la possibilità per i ristoratori, i gestori di palestre e piscine, di bar e musei, di sostituirsi ai pubblici ufficiali. La diffida, quindi, ha lo scopo di invitare i gestori di esercizi pubblici ad erogare I servizi senza generare emarginazione sociale e discriminazione tra vaccinati e non, con contestuale invito rivolto alle istituzioni a verificare gli aspetti del decreto violativi del regolamento UE.

“Il malumore generato dal green pass è conseguenza dell’assenza di valide terapie domiciliari precoci - afferma Grimaldi - che affiancate ad una campagna di vaccinazione, effettuata con cautela e trasparenza, avrebbero evitato uno strumento così restrittivo, a ridosso del periodo estivo”.

Nemmeno il tempo di mettersi al lavoro e subito l'intervento a supporto di una mamma di Vimercate (provincia di Monza e Brianza) e della sua bambina di 9 anni, a cui è stato vietato l'accesso in biblioteca perché, ovviamente, non aveva il green pass, in quanto, al momento, la campagna di vaccinazione inizia dall'eta di 12. 

La mamma, contattata dalla figlia in lacrime, ha denunciato la circostanza ai carabinieri considerando proprio che i bambini sotto i 12 anni non rientrano nella campagna di vaccinazione.

“La carta verde non deve generare emarginazione sociale, soprattutto nei luoghi di cultura e, nel caso di specie, un simile atteggiamento nei confronti di una bambina così piccola rischia di creare anche traumi psicologici” ha denunciato l’avvocato Erich Grimaldi, presidente e fondatore di Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà, cui la mamma si è rivolta per affidarsi al pool di avvocati dell’associazione e chiedere giustizia. Per la vicenda è stata presentata regolare denuncia.