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Due Chiocciole Slow Food arricchiscono la Tuscia: Il Casaletto e la Trattoria del Cimino ricevono l'ambizioso riconoscimento

Viterbo
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VITERBO - Due "chiocciole" Slow food hanno preso residenza nella Tuscia: un successo maggiormente giudicabile dai numeri nella guida Osterie d'Italia, tra 1617 locali segnalati ad ottenerla sono solo 279, quelli che meglio incarnano il modello di osteria Slow Food. Due le realtà viterbesi: l'agriturismo Il Casaletto, agriturismo della famiglia Ceccobelli (Grotte Santo Stefano) e la Trattoria del Cimino, gestito a Caprarola dalla famiglia Calistri, Colombo con la moglie (e chef) Maria Assunta; entrambi i locali sono parte integrante del tour enogastronomico " I sentieri dell'Oste".

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Subito salta all'occhio la forte prevalenza della gestione familiare in due realtà, che sono in grado di portare tavola tutta la passione del buon cibo, da degustare con la calma necessaria e individuata nella lentezza della chiocciola, esattamente come dichiara lo slogan Slow fodd: "il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali; per andare oltre la ricetta, perché mangiare è molto più che alimentarsi e dietro il cibo ci sono produttori, territori, emozioni e piacere".

"E' stata una piacevole sorpresa questa "Chiocciola", che si aggiunge alla conferma dei 'Tre spicchi' del Gambero Rosso - sottolinea Marco Ceccobelli -. Una grande soddisfazione che conferma la nostra forza, basata soprattutto sula famiglia. In squadra ci sono mio padre Sauro e mio fratello Stefano, che si occupano soprattutto dell'azienda agricola, mamma Cesara che porta avanti la tradizione della cottura alla brace, poi Donatella, perfetta in sala, insieme a loro sono fondamentali i due Andrea, uno è il nostro pizzaiolo, l'altro è con me in cucina. Sono orgoglioso di essere il collante della nostra squadra, creando l'armonia che tiene insieme tutti. Guardo con speranza al futuro - conclude - ammirando la passione di mio nipote Roberto, che a soli 6 anni è già un cuoco crativo, e spesso si diletta con me a cucinare e fare la pizza".

La stessa passione è rintracciabile nello staff della Trattoria del Ciimino, dove i signori Calistri mettono tutta la passione necessaria per portare a tavola non solo un piatto ma la bontà stessa di un territorio.

Ceccobello e Calistri insieme, davanti ad un tavolo imbandito con affettati, pizza, bontà cimine, formaggi e composte, una festa "a quattro mani" al Casaletto che ha celebrato il successo di due aziende che diventano testimoni e ambasciatori, brindando con il buon vino garantito da Carlo Zucchetti, l'enogastronomo con il cappello che ha organizzato l'evento speciale, celebrando, insieme ad altre eccellenze del territorio, i grandi risultati de Il casaletto e della Trattoria del Cimino.

Teresa Pierini