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Loretta Zanobbi (Lega): la "pasionaria" della politica pronta ad impegnarsi per la città

Viterbo
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VITERBO - Loretta Zanobbi, la "pasionaria" della politica, come viene chiamata ora, prosegue negli incontri con tanti amici e cittadini per presentare la sua idea di città, che vorrebbe applicare a Palazzo dei Priori, come consigliere comunale per la Lega.

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Vive a Viterbo, ha vissuto 4 anni a Milano e due mesi all'anno li trascorre a Los Angeles, dove risiede e lavora il figlio, anche lui viterbese. Imprenditrice, madre e donna impegnata da sempre nel sociale, per molti anni presidente di associazioni femminili, ha animato la città con eventi, conferenze e premi letterari di importanza nazionale.

Le abbiamo posto alcune domande.

Una vita da imprenditrice e rappresentante di tante colleghe donne. Cosa l'ha spinta a questa scelta di candidarsi?

“Sinceramente non ho bisogno di fare politica, ma l'amore che ho per il mio Paese e per la mia città, mi spinge ora a partecipare attivamente alla vita amministrativa di Viterbo, per difendere prima di tutto i nostri figli e nipoti, cittadini italiani a volte dimenticati”.

Lavoro ed economia florida si traduce anche in impegno nel sociale. Cosa manca oggi a supporto dei deboli, specie anziani?

“Gli anelli più deboli, i piccoli, debbono avere una formazione adeguata ed una educazione che li porti ormai a confrontarsi con il mondo. Purtroppo le madri debbono sobbarcarsi il peso più grande: lavoro, casa ed educazione. Spesso sono sole e lasciate sole dalle istituzioni, e da donna so cosa si prova. Il bisogno primario per una società è prendersi cura di loro, perché più forti saranno, più giusta sarà la società futura. Gli anziani, di contro, hanno il diritto alla serenità e alla dignità che spetta loro, per aver costruito questo Paese. Ho visitato diverse case di riposo nel viterbese... ho parlato con gli ospiti, oltre alla tenerezza che mi hanno fatto, ho provato una grande rabbia, il cibo diventa sempre più scadente, la pulizia è minima e per chi non è autonomo è molto peggio. Questo deriva dalla povertà invadente e quindi anche dalla mancanza di personale. Ed è qui che si vede la civiltà degli uomini. Le famiglie con persone disabili meriterebbero un'intervista a parte, hanno tagliato i fondi destinati a loro! Una logica pazzesca”.

Il futuro sono i giovani, possiamo ancora offrire una Nazione e un luogo, pensando a Viterbo, dove vivere e produrre?

“Il futuro dei giovani: altro tema annoso. Questa città offre loro molto poco, i giovani di oggi sicuramente sono diversi da noi, dovranno confrontarsi con l'Europa, vuoi o non vuoi, con i giovani di tutto il mondo, quindi andrebbero creati degli spazi dove aprire la loro mente, trovarsi e ritrovarsi, mettendo loro a disposizione aule informatiche, wifi, un ambiente polivalente per sviluppare le loro passioni, come la musica, i giochi di ruolo e sale dove magari proiettare film in lingua originale od organizzare conferenze. Gli studenti di oggi hanno bisogno di scuole all'avanguardia con nuove attrezzature, che sostituiscano quelle presenti, risalenti ai primi del Novecento. I nuovi giovani sono splendidi, sono più intelligenti, ma più soli di noi. I genitori devono lavorare entrambi, le parrocchie fanno quello che possono. In questa campagna elettorale ho citato l'esempio della 'Mazzetta' e ne ho visitate molte, come il 'Murialdo', che accoglie 9mila fedeli, ha importanti strutture, con luoghi dove praticare attività sportiva, essenziale nella formazione della mente di un giovane, mens sana in corpore sano, niente di più vero. Questo li salva dall'alcool, dalle droghe e dalla depressione, piaghe che hanno toccato i massimi livelli, diventando un'emergenza sociale. Poi c'è la questione della sicurezza, altra emergenza dovuta alla regressione del tessuto associativo. La famiglia, la scuola, le parrocchie e soprattutto le istituzioni hanno l'impegno morale di arginare questa emergenza”.

Infine, cosa serve a Viterbo, specie in termini occupazionali?

“Abbiamo un paesaggio variegato e pieno di ricchezze, un centro unico al mondo, portare soldi con turismo e natura è la priorità, abbassando nel contempo quel che si può di tasse e balzelli, per dare ossigeno alle tante realtà imprenditoriali della città, ormai al collasso. Anche il cinema può aiutare, l'ambiente si presta alla creazione di Studios che metterebbero in moto una nuova industria cinematografica, che darebbe respiro alla nostra economia, sviluppando un indotto incredibile. E' necessario incentivare il turismo e sfruttare opportunamente le terme, dedicandocisi veramente, perché quello che ha bisogno questa città è moneta fresca. E' con quella che si fa tutto. Infine è importante dialogare con le banche, per incentivare l'economia, e con l'università per la formazione. Insomma c'è un mondo da fare e io sono pronta a farlo”.

Tornando al suo nuovo “soprannome”: le piace il termine pasionaria?

“Sono felice di questo appellativo, evidentemente il primo che mi ha chiamata così mi conosce molto bene: non faccio tanto per fare, faccio tutto quello che sogno e spero con passione”.

Teresa Pierini