ROMA - Primo voto per il senatore Francesco Battistoni: il primo voto al Senato non si scorda mai, anche se si tratta del velocissimo passaggio dentro il catafalco posto sotto l'ufficio di Presidenza, quello che tradizionalmente significa scheda bianca, un attimo prima di deporla nell'urna.
Si sta svolgendo la seconda votazione, ma il copione sarà lo stesso, visto che i partiti non hanno trovato la quadra per votare compatti Fico, per i 5stelle, e Romani, al vertice delle due Camere.
Ferma la posizione di Forza Italia, che in una nota scrive: "In base agli accordi assunti tra i leader del centrodestra e confermati da ultimo ieri sera nella riunione dei capigruppo, il presidente Berlusconi e Forza Italia alla terza votazione al Senato confermano l'indicazione di voto del senatore Paolo Romani come candidato della coalizione di centrodestra".
Si ritenterà forse domani, e sarà la terza votazione, e per il senatore viterbese, come per il collega leghista Fusco, sarà una nuova giornata in aula, magari con un pizzico d'emozione in meno. Piccolo colpo di scena, con Salvini che ha annunciato che la Lega voterà in questo caso la senatrice Bernini, forzista, un sasso nello stagno per smuovere la coalizione, strizzando l'occhio a Di Maio.
Andando avanti con i tentativi, il centrodestra, a Palazzo Madama, avrà i numeri per eleggere il presidente da solo, con quorum abbassato, ma questo necessariamente segnerà una rottura con il movimento 5stelle, con conseguente mal di stomaco per Salvini, che anche ieri a Viterbo ha ribadito di non voler assolutamente trattare con Renzi e i suoi. Il toscano, neo senatore, non è più il segretario del Pd, ma non sembra che ci sia possibilità di parlare comunque con Martina.
I giochi si complicano, e ancora tutto diventerà quasi impossibile quando si dovrà trattare per la composizione del governo e del programma, indispensabile per far uscire l'Italia da una situazione di blocco assolutamente dannosa.
T. P.
