Iniziata nel 2000, la struttura ha subito nel tempo varie inaugurazioni, dedicate alle ale terminate. Oggi finalmente si è giunti al taglio del nastro finale con l'inserimento in caserma di tutto il personale, che già dallo scorso anno è comunque accolto nella nuova struttura, lasciando la vecchia datata anni '60.
La cerimonia odierna ha permesso di celebrare l'intestazione, come già per la precedente: un gesto di ricordo ed omaggio al vigile permanente Paolo Garofolo, alla presenza dei familiari. Il vigile del fuoco perse la vita a 35 anni, dopo essere entrato nel corpo giovanissimo, in un intervento del 1985 a Farnese, schiacciato con altri colleghi dal ribaltamento di un mezzo, mentre operavano in un'operazione di soccorso.
Ad accogliere i presenti il comandante Mauro Caprarelli: "Oggi ricongiungiamo le attività operative ed amministrative, qualcosa che attendiamo da tempo, ben 20 anni, per garantire efficienza. Ho seguito la costruzione dall'inizio fino al 2019, poi sono diventato dirigente. Ringrazio il personale, dopo i troppi problemi che hanno affrontato. Per vincere questa sfida ho fortemente voluto arrivare qui cone comandante, per un'opera che sento fortemente mia. L'unione di tutto il personale deve ora arrivare alla coesione che è indispensabile al nostro servizio e missione comune del corpo, per la tutela dei cittadini e del territorio. Sappiamo che ci sono ancora cose da risolvere, per via di una progettazione diventata vecchia, ma ora possiamo puntare in alto, abbiamo volontà, professionalità e competenze. Adesso resta solo un nuovo passo in avanti: l'istituzione del polo didattico dei Vigili del fuoco di Viterbo, un valore aggiunto pubblico, utile alla nostra realtà, a quella di altre armi ma anche a disposizione del territorio".
Un forte appello, fatto davanti al sottosegretario e al comandante nazionale, che sapranno accoglierlo e aggiungere una nuova struttura d'eccellenza alla città.
L'iter della costruzione è stato tracciato anche dall'ing. Eros Mannino, capo Corpo Nazionale Vigili del fuoco: "E' stato un percorso lungo e complesso, dal '18 al '24 sono state consegnate diverse porzioni fino al totale della caserma del 2025. Siamo a disposizione per sistemare quanto necessario e pensare ad istituire un luogo di formazione".
Il sottosegratario all'interno, con delega ai Vigili del fuoco, Emanuele Prisco ha portato la conferma del supporto del Governo Meloni: "Due parole mi vengono in mente, memoria e futuro, la prima nel ricordo di un servitore dello Stato, la seconda dedicata all'apertura di una sede efficiente. E' importante il presidio del territorio, qualcosa che corrisponde ad un'opera grande come quella di investire sulle sedi. E' stato un impegno preso e raggiunto, come sul personale, per dare un servizio valido ai cittadini".
Dopo le parole ufficiali l'onore alla bandiera, con l'inno di Mameli risuonato nella caserma e il grande tricolore a sventolare dalla torretta di addestramento. Un atto seguito dal tradizionale taglio del nastro e dallo scoprimento della targa che riporta l'intestazione a Garofolo, con la partecipazione della famiglia.
Immancabile il pensiero del vescovo Orazio Francesco Piazza, che ha benedetto l'ingresso e lasciato un pensiero al giovane pompiere, seguita dalla preghiera del vigile del fuoco a Santa Barbara.
Con l'ultilizzo totale della caserma arriva anche un nuovo mezzo, parcheggiato in bella mostra, che permetterà il collegamento diretto con l'Aves. Un rover che può essere caricato ed elitrasportato, per giungere velocemente in luoghi impervi e magari organizzare l'emergenza. Il mezzo è corredato da attrezzature che permettono di risolvere l'80% degli interventi, è dotato di un carrello dove è possible caricare corde e battelli pneumatici, e accoglie da squadra da 5 unità.
Alla cerimonia erano presenti l'onorevole Rotelli, il consigliere regionale Sabatini, il presidente della Provincia Romoli, il sindaco Frontini, prefetto e le autorità militari, i consiglieri comunali Achilli e Allegrini, il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa con Mecarini e Rossi.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi