Figuranti in costume a rappresentare secoli di storia, dal 1200 allOttocento, Facchini e Minifacchini: sono tutti presenti i protagonisti del settembre viterbese.
Al centro il cuore di Rosa, pronto ad essere portato a spalla dai cavalieri di Rosa, dal Duomo di San Lorenzo al Santuario; sulla scalinata le autorità civili e religiose, con tutte le confraternite e gli ordini cavallereschi.
Prima della sfilata il discorso del vescovo Francesco Orazio Piazza, che ha parlato a cuore aperto, ispirandosi anche agli utlimi fatti che di sacro non hanno nulla e rischiano di offendere l'immagine stessa della festa. Non scende nel dettaglio ma i riferimenti a nomi abusati e a mancanza di pudore sono fin troppo evidenti.
Il vescovo parte dai ringraziamenti a chi si impegna in questo contesto di fede cittadino ricordando poi il viaggio in elicottero con il cuore portato nei cieli dai piloti Ale: "Stamani ho avvertito profondamente il desiderio di alzare lo sguardo e avere un segno di speranza. Il Dies Natalis di Rosa è centrato sulla croce, un segno d'amore che trasforma il dolore. Questa società è distratta dalle forme - ha affondato il vescovo - c'è tanta apparenza. È facile usare il nome di Rosa, è difficile seguire l'esempio di Rosa. Il cuore è l'essenza delle cose e lo sguardo dei mini facchini è la prova che quei valori esistono. Rosa era fragile, malata, ma ha un cuore potente che cerca di incontrare i bisogni degli altri. Ci vuole senso del pudore, una parola che non si usa più ma il vescovo la vuole usare. Non possiamo farci stordire da cose che non sono essenziali, Rosa è uno splendido fiore della città di Viterbo, dobbiamo trovare la forza di seguire il suo esempio. Una persona mi ha scritto questo, una preghiera, e la condivido con voi - ha concluso - Rosa compagna di vita, il tuo passaggio si confonde tra i mille volti ma ti fermi ad aiutare, sei una luce che cerca di alleviare la nostra vita. Tu sei Rosa, e fai che questa città sia un giardino di rose e noi dovremmo spargere il profumo della nostra esistenza".
Parole di devozione e speranza che hanno poi dato il via alla processione, con il corteo verso il Santuario, percorso fondamentale per riportare il cuore "a casa", a due passi da Rosa.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi