Per queste giornate sarà possibile ammirarla nei colori diurni grigio/argento, sabato per la prima volta sarà illuminata nella consueta prova luci. L'appuntamento (senza penne, che saranno offerte nel piazzale davanti al Santuario, post Trasporto) e alle 21.30 di sabato 24 settembre per vederla color ambra, più calda, adatta ad immergersi nelle vie buie della città la sera del 3 settembre (come da simulazione che segue).


A questo punto tutto è pronto per la sera più viterbese dell'anno, con Dies Natalis in spalla ai Facchini, il momento più atteso, quello in cui per la prima volta si vedrà una Macchina tornata al secolo scorso, più simile ad un baldacchino, pur rispettando l'altezza del campanile che cammina, poco meno di 30 metri.

Un momento fondamentale per capire quanto sarà gradita l'immagine della Santa inglobata nella struttura, meno evidente ma carica di significato. Una Rosina in ginocchio, con il braccio che indica il cielo, sopra di lei, dove è posto un crocifisso, che per la prima volta dominerà la Macchina di Santa Rosa. L'ispirazione di quella statua nasce da un'opera del maestro Ferri, come ha confessato l'architetto Ascenzi a Sutri, ricevendo il premio Efebo. Un quadro che riproduce una ragazza in quella posa, che ha dato l'idea giusta da cui è partito per lavorare a Dies Natalis, un primo passo a cui si è andata ad aggiungere la struttura ispirata a chiese e antiche Macchine.
Alla fase finale del montaggio hanno assistito il presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, il capofacchino Sandro Rossi e il consigliere Enit Sandro Pappalardo.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi