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Machines for peace: la mostra arriva in città per le feste di Santa Rosa

VITERBO - Inaugurata questo pomeriggio al Monastero di Santa Rosa la mostra Machines for Peace, alla presenza del sindaco Frontini, del presidente del Sodalizio Mecarini, del prefetto Cananà, della soprintendente Eichberg, insieme alla padrona di casa, la superiora Suor Francesca.

Patrizia Nardi, responsabile del progetto Unesco, ha mandato un messaggio, impegnata nella festa della Varia di Palmi, compresa nella Gramas, rete Grandi macchine a spalla italiane.

La mostra internazionale a Viterbo si ricollega al progetto Macchine di Pace, che ha preso avvio nella città dei papi lo scorso anno per celebrare i dieci anni del riconoscimento UNESCO delle feste di Rete delle grandi Macchine a spalla, che coincide con il ventennale della Convenzione UNESCO 2003.

E' l'unica città della Rete che ospita – prima del suo ritorno nel contesto internazionale, dopo Betlemme e Praga sarà la volta di Parigi, nella fase di proclamazione dei nuovi beni, tra cui la candidata Civita di Bagnoregio - la mostra completa, sulla base di un intervento importante del Comune di Viterbo che ha inteso dare particolare rilievo alla ricorrenza celebrativa anche in funzione dei festeggiamenti per i 45 anni di vita del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

La mostra, alla cui realizzazione collaborano i Facchini e GRAMAS, l'associazione delle comunità della Rete, sarà esposta nella Sala del Quattrocento del Monastero di Santa Rosa fino al 10 settembre, mentre la Sala delle Colonne ospiterà l'altra mostra di Rete, "Reportage di Patrimonio", che presenta le feste narrate dagli scatti dei fotografi di comunità già presentata a Nola e Sassari. In questa giornata inaugurale era presente anche la statua di Santa Rosa che domani sarà portata a San Sisto per concludere il montaggio di Gloria.

A rafforzare il significato di pace l'ulivo posto nella sala, gentilmente concesso da Daniele Cortese, Daniel Plants.

La mostra ospita anche la proiezione di un video realizzato con le immagini simbolo delle quattro feste (Macchina Santa Rosa Viterbo, Varia di Palmi, Gigli di Nola e i Candelieri di Sassari) e la proiezione sui monumenti delle relative città, evento che andò a sostituire la festa nel 2020, quando per l'emergenza divenne impossibile organizzarle.

Nella Sala Capitolare è esposta da ieri l'urna con il corpo di Santa Rosa, portata direttamente dai Facchini che hanno dato il consueto supporto alle suore che custodiscono il corpo della patrona tutto l'anno.

La mostra, realizzata in collaborazione con Ministero della Cultura- iCPI, è patrocinata dal Ministero degli Esteri, dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria meridionale, dal Rotary International e FRACH e dal Rotary Club di Viterbo, dalla Federazione nazionale Italiana per l'UNESCO, dalla Diocesi di Viterbo, dalle Città della Rete e da Meraviglia Italiana.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi