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La notte delle luci illumina la rupe di Civita di Bagnoregio

BAGNOREGIO - Quattro anni dopo torna la notte delle luci, dopo quella del 2019 che vide protagonista il funambolo Andrea Loreni e il suo emozionante passaggio "felliniano" sulla piazza dove fu girata La strada.

Dopo la pausa per l'emergenza sanitaria è finalmente giunta l'ora della seconda edizione che va a soddisfare, come ha spiegato il sindaco Profili, una richiesta di tanti turisti, quella di vedere la rupe e Civita anche la notte.

Ed è così che otto fasci di luce, da questo 3 agosto, illuminano il borgo sospeso, rendendolo ancora più magico.

La cerimonia stasera, tra giochi in legno per bambini, spettacoli di giocoleria con i Colombaioni, una delle più antiche famiglie circensi italiane di tradizione clownesca, nota per aver lavorato al fianco di Federico Fellini, che per l'occasione hanno portato lo spettacolo “Dinosauri vivi”. Per fissare questo momento anche il passaporto, consegnato dai ragazzi Juppiter, per essere poi vidimato nelle varie attrazioni che portavano al belvedere, dove la Compagnia de la Panatella ha intrattenuto in musica i presenti, sia bagnoresi che tanti turisti, molti stranieri.

Nel piccolo borgo che si erge dai calanchi la magia del Teatro Origine e del Circus Karakasciò per lo spettacolo dei mangiafuoco, anche sul ponte, misteriosamente immerso nelle tenebre del buio.

E' il momento: dopo il saluto di Salvatore Regoli e del sindaco Luca Profili un breve conto alla rovescia per l'accensione, sottolineato dalla musica di 2001 Odissea nello spazio e qualche secondo di brivido, giusto per far temere che qualcosa non andasse per il verso giusto; un attimo, solo pochi secondi e un blu ha avvolto la rupe di Civita, proponendo poi una serie di luci colorate di rosso, verde, rosa, fino al classico tricolore, verde bianco e rosso.

Tra gli applausi il colore si è stabilizzato in quello naturale, una luce che da questa sera donerà vita anche nelle notti ad uno dei borghi più visitato d'Italia, fragile, come lo sono i ragazzi della Juppiter, ma anche forte della sua (e loro) stessa fragilità, che diventa opportunità e si diffonde nel mondo.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi