Tra le manifestazione più belle dell'ultimo fine settimana il Convivium Secretum, che venerdi sera ha prima coinvolto la giuria, nella parte della competizione, e poi incantato il folto gruppo di appassionati che hanno ammirato gli scenari e gustato la cena.
Per l'ultimo trofeo in ballo tra contrade la sfida si sposta tra storia e cucina: vengono infatti giudicate le rappresentazioni, la scena e i piatti portati a tavola, tutto nel rispetto del periodo storico dei quattro luoghi protagonisti e con ricette tratte da libri d'epoca.
Parte San Giorgio che punta tantissimo sulla tavola, dopo aver coinvolto la giuria nell'accoglienza festosa e in musica, il vero spettacolo avviene nella casa di Messer Bonaccorso. La giuria viene accolta ed invitata ad ammirare la tavola imbandita, mentre possono lavarsi le mani in un catino pieno di erbe profumate con gli inservienti pronti a versare acqua fresca da una brocca. Arriva anche l'offerta "da li villani", con la contadina che porta un cesto di mele e inizia la cena, con i due piatti in gara: l'arrostito de porco in cesame e una torta stratificata. E' un trionfo di spezie, frutta secca, miele, tutto tratto dal ricettario dei "12 ghiotti".
Poi tocca alla Trinità, che conferma il suo forte legame con il mondo religioso e allestisce nel chiostro del Comune un vero e proprio convento dei padri agostiniani, partendo dall'ospedale e relativa famacia erboristica, per poi mettere in scena attimi di vita quotidiana, dalla preghiera alla suddivisione dei lavori: fabbro, ceraio, salatore di carne, pesce e cuoco. Prima di mettersi a tavola viene offerto un boccone di Panes familie, realizzato nel coccio utilizzando le briciole raccolte dalla tavola durante la settimana e arricchite da formaggio. Viene poi servita una zuppa di ceci con spezie e della carne, che Sant'Agostino non considerava un peccato di gola, purché fossero dei volatili.
Si lascia il convento per spostarsi nel rinascimento di Papacqua, dove torna a fare da padrone di casa il Cardinal Madruzzo, per l'occasione insieme ad Ippolito II d'Este e Vicino Orsini. Un banchetto rinascimentale recitato dai commensali dove si discerne di metafora e allegoria, pubblico e privato, sacro e profano, ricordando le grandi opere degli ospiti, da Villa d'Este al Parco dei mostri per ricordare anche Villa lante di Bagnaia. A tavola arriva una zuppa di piselli, con spezie e crostini di pane bianco, e un'anatra stufata, tagliata sul posto dal 'trinciante'. Si chiude con il dolce, offelle al burro.
Altro salto temporale, di nuovo indietro, nel Medioevo della Rocca, che per la prima volta lascia la Taverna dell'orso per allestire una cantina storica, scavata nel tufo, dove viene perfettamente riprodotta un'osteria. Fuori un avventore troppo brillo per restare all'interno e delle prostitute, mentre passano viandanti e soldati. All'interno militari, che hanno scelto anche una compagnia femminile, uomini e pellegrini. Viene raccontata la normale vita in taverna, le furbizie del taverniere che mesce vino di scarsa qualità ad alcuni e vino "b", da bono, (con la lettere scritta sulla brocca) ai clienti migliori, quando non aggiunge albume a quello acido per addolcirlo. A tavola arrivano piatti poveri a base di farina, miglio e castagne, una zuppa di zanzarelli e una torta di castagne e uova frittellate, tutte ricette di Mastro Martino.
Finito il giro la giuria si riunisce e sceglie i vincitori: a dominare è la Rocca, che ha stupito per la fedeltà della messa in scena, il cibo e gli oggetti utilizzati, tra cui brocche realizzate per l'occasione da un laboratorio viterbese, mentre come piatto migliore viene indicato l'arrostito in cesame di San Giorgio.

La sagra si è conclusa con le ultime premiazioni, quelle del convivium e l'annuncio del vincitore del corteo storico: San Giorgio, che archivia questa edizione con tanti trofei.
La domenica di festa è stata condivisa da un numero straordinario di pubblico, a cui è stato offerto un cartoccetto di caldarroste, cotte al momento (e per quasi sei ore di fila) da quattro bracieri in piazza, uno per contrada. Applausi anche per la Prima gara del campionato L.I.A.S. - Lega Italiana Arcieri Storici 22/23, che ha visto prima classificata Madonna foggia storica.


Impossibile non registrare la soddisfazione di Antonio Tempesta, presidente dell'ente Sagra delle Castagne: "Devo per forza ringraziare chi ha cotto per tante ore le castegne, poi donate al pubblico che ha gradito il gesto. Registriamo un grande successo, uno dei più grandi in assoluto, con riscontro da tutte le taverne delle contrade e provenienze da tutta italia. Grazie a tutti per l'impegno profuso nella Sagra, una rievocazione storica apprezzata ormai da tutti".
Teresa Pierini