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Il Focarone di Sant'Antonio scalda il cuore di Bagnaia

VITERBO - Quintali di legna per una catasta di molti metri: è il Focarone di Sant'Antonio, una tradizione bagnaiola che da sempre saluta il Santo protettore degli animali proprio davanti la sua chiesa, in piazza XX Settembre.

Anche questo 2020 segna un successo, quello di decine tra ragazzi e ragazze che lavorano un anno intero per condensare gioia e applausi in una sera, giusto il tempo di bruciare tutta la legna raccolta. E' sempre stato così e sarà così sempre, perché la tradizione si rinnoverà domani, dopo la benedizione degli animali e la celebrazione dell'ultimo atto: la conquista della bandiera, il vessillo della festa, che vuol dire "tocca a me".

Stasera musica in piazza fino a notte fonda, cena con prodotti tipici locali e tanta voglia di divertirsi, omaggiando il fuoco purificatore con cui si festeggia Sant'Antonio, la cui chiesa è protetta dalla confraternita.

All'accensione erano presenti il senatore Fusco, il sindaco Arena, con gli assessori Contardo, Mancini, Salcini, il presidente del consiglio comunale Evangelista e i consiglieri Buzzi, Bianchini, Scardozzi, Cepparotti e Minchella. La catasta è stata benedetta dal vescovo Fumagalli, che ha ricordato l'importanza dell'unione, unico modo per una sana crescita della città. Un'unione pienamente dimostrata dal comitato Sacro fuoco, rappresentata dal presidente che ha salutato tutti i protagonisti della festa, prima di impugnare la fiaccola e accendere il vulcano di legno. In poco le fiamme hanno conquistato spazio, accendendo alla perfezione il focarone e scaldando aria e cuore di tutta Bagnaia.

Teresa Pierini