La città dei papi ha aperto le porte dei palazzi del potere, da Palazzo dei Priori, sede del Comune, a Palazzo Gallo, ex sede circoscrizionale a Bagnaia, e Palazzo di Vico, importantissima e storica famiglia viterbese, che le lega la sua storia alla leggenda della bella Galliana, di cui si narra si sia innamorato uno dei discendenti. Restaurato in tempi recenti, con lavori ancora da completare per offrirllo completamente alla città, durante la guerra fu utilizzato come rifugio antibombe, grazie ai sui importanti sotterranei.
Roma, come sempre, è la principale protagonista delle giornate Fai, complice l'apertura di luoghi normalmente inaccessibli. Tra questi ha brillato il Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale, aperto solo domenica, con decine di migliaia di persone in coda per almeno 4 ore. Una visita che meritava l'attesa, sia per la gentilezza dei Ciceroni per un giorno, gli allievi del liceo Talete, che per l'eccezionalità dei luoghi, dall'ufficio del Presidente alla sala del Consiglio e quello delle udienze, con finestre su piazza del Quirinale e una vista mozzafiato su tutta la Capitale.
Importante anche lo scrigno di Palazzo della Rovere, con un piano nobile affrescato, tra gli altri, dal Pinturicchio, che ha realizzato il Soffitto dei Semidei. Per delegazione del Vaticano, il Palazzo che si affaccia su via della Conciliazione, è oggi sede dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che ha potuto illustrare ai visitatori le proprie attività benefiche, specie quelle in Terra santa.
T. P.