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L'emozione della poesia vittoriana rivive sulle note di Strauss tra le mura medievali di Palazzo Chigi

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VITERBO - Le storiche mura di Palazzo Chigi, sede dell'associazione musicale Muzio Clementi, hanno ospitato un appuntamento musicale unico nel suo genere, permettendo all'eclettico attore (e musicista) Stefano Fresi di inserire una nuova perla nel suo repertorio, invitato e accompagnato dal pianista e maestro Sandro De Palma.

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Un concerto speciale, per molti poco conosciuto, diventato un momento di magia rara per il pubblico che ormai tradizionalmente decreta successo e sold out degli incontri musicali targati I Bemolli sono Blu, in questo caso nell'ambito della rassegna Racconti a Palazzo Chigi.

Tutto nasce da un'idea del maestro De Palma che sceglie l'opera di Richard Strauss, che lo stesso autore suonò nel Mathildensaal di Monaco nel 1897, Enoch Arden op. 38, nata dalla traduzione in prosa con accompagnamento al piano, del poema di Lord Alfred Tennyson, il più illustre dei poeti vittoriani, pubblicato nel 1864. De Palma sceglie un attore in grado di leggere e conoscere la musica ed individua Stefano Fresi, che accetta di buon grado.

Il resto è storia, nata dopo lo studio dell'opera e la consueta prova con il maestro, per arrivare alla proposta per il pubblico viterbese.

Il racconto è intenso, emozionante, un viaggio nei sentimenti più puri ma anche nella difficoltà della vita, talvolta amara come solo un poeta può raccontarla. Ne nasce un reading pieno di passione, accompagnato da note che in alcuni tratti cavalcano le parole fino a portarle a piani alti e tumultuosi, per poi lasciarle nel silenzio, pronte a tagliare come un coltello i sentimenti di chi ascolta. La vita di chiunque abbia amato, sperato, gioito e poi perduto, costretto ad ammirare da una finestra la trasposizione di un film con lieto fine che poteva essere proprio.

Nel pubblico, che ha tributato minuti di applausi all'inedito duo De Palma/Fresi, volti emozionati, qualche lacrima e la gioia di aver ascoltato qualcosa di tanto bello, che solo la musica e l'intensità delle parole possono donare.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi