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Sfrontato ed irriverente: all'Enoteca della Tuscia arriva il "Kabarett" di Opera Extravaganza

Spettacolo
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MONTEFIASCONE - Tutto pronto per il "Kabaret" di Opera Extravaganza arriva finalmente all'Enoteca Provinciale della Tuscia, domani, domenica 15 dicembre a partire dalle 18.30.

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Lo spettacolo "Ho sempre una valigia a Berlino" è un viaggio musicale dalla Berlino di Marleen Dietrich a Parigi, con le musiche di Eric Satie e Edith Piaf, per proseguire verso New York, metropolitana ed emancipata con le note di G.Gershwin.

Sfrontato e irriverente, caratterizzato da una satira al vetriolo preferibilmente antigovernativa, il cabaret ha pestato i suoi primi piedi in Francia alla fine dell’800. La parola cabaret denomina più cose: nell’originale francese dei secoli precedenti è un locale, che si differenzia dall’osteria in quanto vi viene servito anche cibo; per estensione significa “vassoio”, che è anche l’utilizzazione della parola in italiano (modificato liberamente in cabarè o gabarè); e, nel periodo in cui a Parigi prendono forma i più inquieti movimenti artistici e culturali, ecco apparire a Montmartre il primo cabaret della storia: il mitico Chat noir, nel 1881.

Spettacolo di arte varia, a sfondo satirico ma non necessariamente al di fuori della legge, il cabaret inizia la sua storia raccogliendo artisti per lo più inadatti a una vita professionale normale, come il grande Eric Satie, uno dei pianisti dello Chat noir. Fin dagli inizii la satira di questi piccoli e fumosi locali venne vista con irritazione ma anche con una certa permissività, come una valvola di sfogo tutto sommato innocente, e che quindi non era il caso di osteggiare. Ma vent’anni dopo l’apertura del locale parigino, nel 1901, entra in scena il Kabarett tedesco: ha davanti una “K” in più, e ha dentro un notevole carico di veleno. Già il nome del locale la dice lunga: Überbrettl, superpalcoscenico, una presa in giro dell’Übermensch, il superuomo di Nietzsche.

Mentre nel resto d’Europa lo spettacolo satirico veniva tollerato e perfino incoraggiato, come nel caso dell’Italia fascista con Petrolini, in Germania la spina nel fianco dell’ironia graffiante non tardò a farsi nemici importanti. L’ascesa del Nazismo non ammetteva grandi margini di tolleranza, e il kabarett venne preso di mira e incluso nella lista nera di esempi di arte degenerata da mettere al bando.

A distanza di parecchie decadi, oggi abbiamo il piacere di rivisitare canzoni che sono diventate pietre miliari di questo repertorio. Ovviamente non è possibile ricatturare il contesto sociale in cui questi brani sferzanti videro la luce, né avere dentro di sé l’urgenza di cantare al mondo quello che non può essere taciuto, accanto alla paura di venire tacitato per sempre. Quello che sgorga da questi brani, a distanza di cent’anni, è il messaggio che ancora veicolano, ossia la necessità e l’orgoglio di essere una voce individuale.

Protagonisti: il soprano Susanna Ohtonen e il pianista Luigi De Filippi.

Per informazioni e prenotazioni: Enoteca della Tuscia (Rocca dei papi Montefiascone) 349-7714071

T. P.