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Le voci della Palanzana trovano casa nella Città dei Diari di Pieve Santo Stefano

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VITERBO - “I diari della Palanzana” (Sette Città edizioni) trovano una nicchia speciale nella Valtiberina toscana entrando a far parte della biblioteca dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano: con questo sconfinamento culturale, un pizzico di Viterbo e delle sue impressioni agrodolci di vetta, vanno a mescolarsi alle tante pubblicazioni, italiane e straniere, dell’ampio catalogo (7mila titoli) interamente dedicato alla memorialistica.

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Pubblicati a giugno del 2025 nella collana “Guide sentimentali” diretta dal Consorzio dei Camminatori Indipendenti, con la curatela di Irene Filoni e Paola Maruzzi, “I diari della Palanzana” nascono dall’intento di restituire alla collettività una selezione di testimonianze, tra autonarrazione e polifonia, scritte a mani nude sul tetto di Viterbo. 

Un progetto che non può non riconoscersi in intima vicinanza con l’orizzonte antropologico dell’Archivio Diaristico Nazionale, un unicum nel panorama internazionale: nato nel 1984 da un’idea del giornalista e scrittore Saverio Tutino, l’istituzione è in continua crescita e conta oggi un patrimonio di 11 mila testimonianze, tra diari, memorie ed epistolari. Si tratta di un vero e proprio presidio a salvaguardia della memoria collettiva, liberamente consultabile, che è diventato fonte di ispirazione per il cinema, il teatro e l’editoria e che, nel 2013, ha dato l’impulso all’apertura del Piccolo Museo del Diario, una visionaria miniera di racconti in prima persona in cui rispecchiarsi.