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Riccardo Cotarella: "Se sei generoso con il vino, lui sarà generoso con te"

Libri
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ORVIETO - "Questo libro é il racconto di una favola, dove la bravura é riconosciuta sul campo, con la svolta post 1986, quando la vicenda dell'etanolo poteva distruggere il mercato ma anche grazie ai Cotarella tutto si riprese. Un libro non celebrativo ma un vero viaggio nella passione per il vino" con queste parole Bruno Vespa ha accolto gli ospti del Palazzo del Capitano del Popolo. 

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Il libro è "Il vino, la mia vita", l'autobiografia di Riccardo Cotarella, edita Rizzoli, presentata ufficialmente a casa, Orvieto, la sua patria elettiva insieme a Castiglione in Teverina e Montecchio, cuore dell'attività vitivinicola. Al suo fianco, oltre al giornalista Rai, Brunello Cucinelli, Massimo D’Alema, e Leonardo Lo Cascio, tutti legati alla sua attività ma soprattutto alla sua passione. Presente anche il fratello Renzo, familiari, collaboratori, dipendenti e i nuovi allievi dell'Accademia di Sala Intrecci. 

"Ho raccontato le emozioni vissute - ha confessato Cotarella - scritto in 4 mesi in cui ho riscoperto tutta la mia vita, anche il dolore per la perdita di mio padre, un lavoro impegnativo, il mio primo libro, vi assicuro anche l'ultimo. Racconto i miei inizi in cantina Vaselli, a Castiglione in Teverina, con due enologi grandi che non mi consideravano, fino ad un fatto grave che gli costò l'allontanamento ed io divenni direttore a 22 anni. Il lavoro é qualcosa di vitale, il vino è l'argomento principale di ogni momento, il vino sente, parla, giudica ciò che gli dai, e se sei generoso con lui sarà generoso con te. Un lavoro che è diventato comuncazione, per questo il vino è qualcosa che vive, merita attenzione e sapienza. Quando si approccia ad una professione va lasciata fuori l'approssimazione, e in agricoltura purtroppo  capita", conclude. 

Massimo D'Alema si presta all'argomento principale, anche se non rinuncia a ricordare che in quella stessa sale tenne il suo primo discorso da Presidente del Consiglio, prima di perdersi nei ricordi sul vino: "Mio padre aveva una proprietà in Umbria, faceva il passito e su quel ricordo, spinto anche da mia moglie che non voleva più passare le vacanze in barca, comprai una tenuta tra Otricoli e Narni, vocata al vino. Per trovare una strada chiamammo Riccardo, che riconobbe subito la sapidità del terreno. Del vino ero un consumatore, lui invece ne parlava in modo comunicativo e coinvolgente, facendoti partecipare alle scelte, con punte di serietà professionali che lasciano stupiti. Al primo raccolto visionò grappolo per grappolo inviato alla lavorazione, e riuscì a criticarne alcuni. Da quel momento è nato un rapporto unico, la sensazione di essere in famiglia, dove ci si sente parte di un progetto e di una comunità. Con il suo impegno difende un patrimonio nazionale, quello del vino, il prodotto agroalimentare a più alta intellettualità, fondamentale per la nostra civilizzazione. Basta pensare al passato, il grano era sopravvivenza, il vino era civiltà, entrambi venivano protetti da divinità sia greche che romane, poi diventati eucarestia nel cristianesimo, rimanendo elemento di sacralità" ha concluso D'Alema. 

Da un rapporto professionale diventato amicizia con cui condividere la propria carriera, è Leonardo Lo Cascio  a tracciare un ritratto decisamente più umano corredato da foto e aneddoti, molti accompagnati dalle occhiatacce di Cotarella, sempre poco affine a mostrare il suo lato personale: "Sono un amico diventato il suo importatore storico in Usa - ha precisato Lo Cascio -. Ho visto nascere il loro Est! Est!! Est!! a Montefiascone, e dal 1985 esportai le prime bottiglie. La concorrenza sui vini bianchi con Chardonnay e Pinot mi spinse a coinvolgere Riccardo e Renzo su qualcosa di nuovo, vidi così nascere il Vitiano rosso, il primo grande successo, osannato da Parker, che ha anche insegnato a Riccardo ad accettare riconoscimenti e commenti positivi, lasciandosi dietro l'umiltà. Arrivarono ad esportare un'infinità di bottiglie annue, ricevendo anche il Premio come migliori wine maker del 2001".

Un grande successo made in Usa che gli amici Riccardo e Leonardo condividevano, crescendo giorno dopo giorno, senza rinunciare a camping per fare rafting sulle rapide, serate al karaoke, di cui mostra una testimonianza video, e scorpacciate di aragoste. 

L'ultima testimonanza umana e professionale è quella di Brunello Cucinelli, umbro doc: "Quando sei anni fa decidemmo di piantumare a vite i nostri 5 ettari non potevo non chiamare Riccardo, persona piacevole, conosciuto nel mondo, per questo gli ho chiesto di far il vino più buono del mondo". Non tarda la risposta di Cotarella: "Brunello è l'espressione della perfezione ed è sempre preoccupante approcciarsi a lui, come a tutti voi personaggi famosi. Anche per lui il vino é un sinonimo d'infanzia, il richiamo della terra é micidiale. Non so se il vino ha un'anima ma qualche volta i risultati ti stupiscono".

Per il secondo giro Vespa ha virato l'argomento sul futuro del vino, coinvolgendo anche Renzo, che ha precisato: "Il vino è un prodotto straordinario perché avvicina le persone, ed è il mercato ad adattarsi, cambiano i gusti e cambia lo stile del vino, con l'evoluzione della società. Ora i giovani preferiscono bere con meno gradazione, e infatti Vespa ha lanciato il Diversarnente primitivo, vanno cambiati gusti restando fiduciosi, ma sempre poponendo vini gradevoli". Un argomento proseguito da Cucinelli "Il vino deve essere contemporaneo ed è necessario equilibrarci, specie nella moda, cresciuta tanto tra 2021 e '23, ora più ferma, ma teniamo conto degli anni buoni. Non dimentichiamo quanto è importante l'etichetta, fondamentale. Infine il vero problema.. tra i giovani di oggi, chi vuol lavorare in fabbrica, cantina o vigna?". Il mercato secondo D'Alema è verso Est: "In Oriente ci sono mercati nuovi e son quelli più ricettivi sui vini antichi, dobbiamo prendere quei mercati, dove siamo marginali. Per questo è Importante fare una ricerca sulla loro cucina per valutare abbinamenti adatti a quel modo di mangiare, ad esempio il vino rosso rotondo è perfetto con agrodolce e piccante. Impariamo a guardare lontano, serve un'ottica che superi una pianificazione basata su quello che accade tra un mese".

A breve, però, c'è da affrontare l'argomento spinoso dei dazi Usa, come precisa Lo Cascio: "E' un costo per chi importa, che si riflette sul prezzo finale, influenzato anche dal cambio che pesa per un altro 10%, un totale di 25 che porta aumenti fino al 75% sullo scaffale, per questo almeno il dazio va diviso tra produttore e importatore". 

Infine Riccardo Cotarella, coinvolto su un bilancio finale e sulla sua capacità di trasmettere nozioni sul vino: "Non so cosa ho insegnato ma so cosa ho imparato: bisogna immedesimarsi nel luogo dove siamo. In Usa si fa vino nel deserto, in Giappone sotto la neve, serve ingegno e condivisione, a Gerusalemme lavoro in una cantina con ebrei, musulmani e cristiani, mai sentiti discutere. Ho un'esperienza su 56 anni di vendemmie ma ogni anno è nuovo, in azienda ognuno porta la sua esperienza". 

Chiude Bruno Vespa, che si spoglia del ruolo di moderatore per vestire quello di produttore ed amico: "Lavorare con Riccardo è amicizia, un cammino da fare insieme, il tecnico può essere il più bravo del mondo ma se non metti empatia non raggiungi il risultato. Grazie per la sua umanità e la sua lezione di umiltà". 

La giornata si è conclusa con il classico firma copie e un aperitivo offerto agli ospiti, servito dai nuovi allievi dell'Accademia di Alta formazione di Sala Intrecci, pronti fin da subito a dimostrare serietà e professionalità, alla base dell'insegnamento proposto nella scuola pensata, creata e diretta dalle sorelle Cotarella. 

 

"Il vino, la mia vita. Un viaggio sensoriale tra storia, tecniche e segreti del vino" (336 pagine), di Riccardo Cotarella con prefazione di Bruno Vespa, è edito da Rizzoli ed è a disposizione nelle librerie e negli store online. 
"Con oltre centoventi consulenze attive nel mondo, dall'America al Giappone, passando per la Serbia, la Spagna e il Mar Nero, Riccardo Cotarella è l'enologo di riferimento delle star e dei grandi imprenditori vinicoli del nostro tempo. In questo volume, impreziosito da fotografie inedite della sua vita, del suo lavoro e dei luoghi in cui si trova la sua azienda, svela per tutti i segreti della vinificazione e del proprio successo. In un intreccio di affetti e professionalità, si racconta: dall'infanzia nella piccola cantina di famiglia di un paese dell'Umbria, fino alle vette del mondo dell'enologia. Passo dopo passo, scopriremo il percorso che porta un singolo acino a diventare parte di un vino unico e riconoscibile. Capiremo come scegliere i nostri vini, degustarli e proporli nelle occasioni speciali, seguendo i suggerimenti di chi ne ha fatto la propria vocazione. Un libro ricco di racconti personali, consigli pratici e legami sinceri. Dagli antichi greci fino a oggi, seguiremo la storia di una bevanda che è diventata il cuore pulsante del nostro patrimonio e si è intrecciata a quella di una famiglia che, con dedizione e passione, nonostante gli inciampi, ha costruito una grande impresa. Un viaggio sensoriale che farà appassionare esperti e curiosi".

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi