VITERBO - Poesia e filosofia possono incontrarsi? Secondo la poetessa Paola Melis e il professor Aurelio Rizzacasa sicuramente si, e la dimostrazione è nella raccolta poetica firmata proprio dalla Melis "Eidetica carnale" edito quest'anno da Kanaga Edizioni e già premiato.
La presentazione viterbese è stata organizzata volutamente "in casa", la casa della cultura di cui l'autrice è tra le fondatrici, trascinata dall'idea e dall'entusiasmo di Barbara Aniello, lo Spazio InterArtes. "Ho scelto un incontro informale - spiega Paola agli amici presenti - perché per me i libri devono presentarsi da soli e devono essere interpretati dai lettori".
Dopo il romanzo del 2019 la scrittrice apre completamente il cuore con "Eidetica carnale" e si dona al lettore nella sua passione più grande, la filosofia, disciplina in cui si sta laurendo, aggiungendo un'altra voce al suo curriculum, forse quella più intima: "Sono giunta spontaneamente a questo titolo, scrivo poesie quando mi affranco dalla realtà, quando mi pongo la domanda di senso, l'essenza di Dio, del mondo e dell'uomo. È la poesia che fa giungere all'estasi".

L'autrice svela come affronta la scrittura poetica: "In genere scrivo la notte, quando metto tra parentesi la minuteria della normalità, cercando la sintonia per immergersi nel mondo, per trascendere facendosi sempre più immanenti ed immergermi sul senso ultimo dell'esistenza".
La copertina del libro nasce da un'opera d'arte di Luca Bellandi su velluto rosso: "Serviva qualcosa che richiamasse il sangue, l'appartenenza carnale su cui si staglia una figura di donna decapitata, una figura che rinuncia ai concetti ma vive lo spazio carnalmente, restando un busto di padronanza".
Paola legge una delle poesie (All'origine), facendo immergere i presenti nel sua filosofia poetica e inizia a confrontarsi con il professor Rizzacasa, di cui racconta il primo curioso incontro: "Ci siamo conosciuti in treno, con lui annunciato dalla sua fama ed io che mi avvicinavo rispettosa, e ci siamo immersi in argomenti filosofici, così tanto immersi che abbiamo superato la stazione di Porta Romana e poi quella di Porta Fiorentina e siamo finiti nel deposito, tra gli sguardi inorriditi del personale che si chiedeva come fossimo giunti fino li".

Racconto che diverte il professor Rizzacasa, anch’egli scrittore, insigne saggista e (già) docente di filosofia morale presso l’Università di Perugia, che si presenta complimentandosi con i responsabili dell'associazione InterArtes, ormai da socio: "Ho aderito e frequenterò volentieri gli incontri, perché a Viterbo si parla spesso di etruschi o medioevo e non usciamo dalle mura, qui invece si prova a rompere questo guscio - ha precisato addentrandosi nell'argomento della giornata : le poesie filosofiche fanno sintesi tra i due mondi. Penso a Neruda e Garcia Lorca, in quel Sud America dove le riunioni di poesia hanno un'impostazione educativa e qualsiasi libro risponde a questa problematica. Ma anche di Leopardi ci si chiede se sia poeta o filosofo, ed è proprio questa distinzione che non funziona. La nostra gioia o il dolore, la voglia di stare con gli altri o cercare la solitudine dipende dallo stato della nostra carnalità vivente. Per tanto tempo si è cercato di vedere cosa sia l'uomo vivente ma poi ci si inoltra verso l'uomo artificiale, mentre il senso è trovare l'umano nell'uomo.
Paola Melis permette al corpo non di essere ma di parlare - ha aggiunto - normalmente il corpo è oggetto, bello o meno che sia, accettato o respinto, lei invece lo fa protagonista facendoci capire che senza il corpo non siano nulla, la carnalità è il momento vivente dello stare al mondo".

E lo dimostrano altre due poesie lette sempre dall'autrice, "Eidetica carnale" e "Stupore" che permettono al professore di aggiungere: "La filosofia nasce dalla meraviglia, l'eidetica è l'essenza della cosa, l'essenza dell'uomo è il suo corpo vivente; come si può dimenticare l'abbraccio, il bacio, che generano una comunicazione che invia e raccoglie impulsi, che siano piacere ma anche dolore. Quando l'uomo si chiude in se stesso e fugge da qualcosa che gli incombe dentro lo fa all'interno della sua coscienza, come quando si trova godimento con suoni, odori, sapori, le quali sono raccontate dal corpo, che le mette insieme e crea il mosaico delle immagini. Il mondo è la raccolta delle immagini del corpo di tanti uomini, per capire l'uomo bisogna fare parlare il corpo. Paola fa parlare poeticamente il corpo, uno dei molti, una creatività che crea la complessità".

Descrizione che riempie d'orgoglio Paola Melis che, salutando, conferma il suo viaggio artistico: "La poesia nasce spontanea, al massimo intervengo sullo stile di scrittura per trovare la giusta sonorità. Quando scrivo sfuggo da me stessa ma poi vengo ripresa perché il silenzio della notte diventa frastuono: questi contrasti li ho sempre vissuti sin da bambina, allora inconsapevole; ora sono distante da quella bimba, che guardo con tanta riconoscenza" ha concluso rispondendo ad un ricordo di una vicina di casa della sua infanzia.
Paola Melis è nata a Viterbo nel 1974, ed esercita la professione di avvocato. Già docente di Airlaw, dedita alla lettura e alla scrittura, nonché allo studio della filosofia, è membro di giuria all’interno di alcuni prestigiosi premi letterari, ed è socio fondatore dell’Associazione culturale “InterArtes”, con sede nella propria città natale.
Ha pubblicato, con Armando Editore (2019) il romanzo “Un’altra vita”, pluripremiato a livello nazionale.
Con Kanaga Edizioni (2023), ha pubblicato la silloge poetica “Eidetica carnale”, vincitrice del primo premio al Concorso internazionale di Poesia ‘Leopold Sedar Senghor’.
È autrice di liriche poetiche (anche esse insignite all’interno di concorsi letterari nazionali ed internazionali) inserite in raccolte antologiche edite. Ha ricevuto, nel 2023, il riconoscimento dell’Accademia di Scienze, Arte e Letteratura “Dimitrie Cantemir” di Bucarest, il Diploma di membro titolare dell’Accademia Europea delle Scienze, Arte e letteratura di Torino, nonché il riconoscimento letterario per la lirica “Eidetica carnale” nell’ambito del Festival Internazionale della Poesia “Orfeo sul Danubio” (XII Edizione, Kostolac- Serbia, 2023).
Teresa Pierini
