Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Marcello Silvestri: un etrusco di oggi porta colori e amore per la natura al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia

Mostre
Font

TARQUINIA - Un Etrusco di oggi conquista con i suoi colori e con il rispetto per la natura il luogo principe degli Etruschi di ieri, il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia. La mostra è stata inaugurata ed aperta ai visitatori fino al 5 settembre.

Pin It

Una stanza dedicata alle opere più recenti, quelle degli ultimi quindici anni, di Marcello Silvestri dal titoòo "Il dono della natura". Ad accogliere gli invitati dell'inaugurazione la direttrice del museo, Daniela De Angelis: "Benvenuti qui, è bello vedere gente che torna al museo. Un piacere ospitare un artista del territorio perché queste sale sono del territorio, un luogo aperto alla cittadinanza".

Dalla padrona di casa al primo cittadino. Sandro Giulivi: "Marcello l'ho conosciuto al suo arrivo in città e non serve altro per raccontarlo, basta guardare le sue opere. È giusto che il museo si apre all'arte di oggi, il museo di domani".

La mostra (presentata nell'articolo https://www.latuaetruria.it/arte/58-mostre/4773-il-dono-della-natura-al-museo-archeologico-nazionale-di-tarquinia) è stata raccontata dal curatore, Gianluca Marziani: "Un progetto creato in poco tempo, dai dialoghi con l'amministrazione, che ha preso forma plastica fino 'all'invasione', pur rispettosa, degli spazi del museo. Noi pensiamo in termini di antico, moderno e contemporaneo, invece va immaginato un viaggio dal neolitico fino ad un futuro infinito, lungo un orizzonte che ha, talvolta, avuto picchi straordinari dell'espressione umana, come Piero della Francesca ad esempio. L'arte non è mai antica perché è presente a se stessa, ha solo avuto intervalli anche millenari tra uno stile e l'altro. Marcello usa lo sguardo sul paesaggio ed è identico a chi era qui 5 mila anni fa, il tramonto che vede Marcello o che vediamo noi è lo stesso degli etruschi. Qui entra la sua idea di riclico continuo del 'dono della natura', a cui dobbiamo appartenere e farla ancora più nostra. Una poesia che si reinventa di continuo e lui dà nuova forma alla natura, è molto etrusco, un uomo di questo pianeta".

Parole che hanno conquistato l'artista, che non ha voluto aggiungere altro che l'invito a godere della sua arte: "Per comunicare ci sono tanti modi, le mie parole sono nei colori che vedrete".

Dopo la visita, l'inaugurazione si è conclusa con un brindisi con vini tarquiniesi, selezionati da Carlo Zucchetti.

Teresa Pierini