Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Luci e ombre a Sutri: inaugurata la mostra davanti ai "neo concittadini" Bocelli e Portoghesi

Mostre
Font

SUTRI - Inaugurata la quarta mostra organizzata a Palazzo Doebbing: fino al 10 gennaio 2022 sarà possibile visitare "Luci e ombre a Sutri, da Mattia Petri a Depero". Ospiti del sindaco Sgarbi il ministro Garavaglia, Andrea Bocelli e l'architetto Portoghesi che con l'occasione riceveranno anche la cittadinanza onoraria. Tra il pubblico anche Mario Segni, accompagnato dalla moglie, l'assessore regionale Troncarelli e il consigliere Panunzi, il prefetto Bruno e molti sindaci della Tuscia.

Pin It

Breve saluto iniziale del ministro Garavaglia, che ha un ricordo della cittadina: "Sono stato a Sutri 30 anni fa con la mia fidanzata, oggi moglie, tornando da Roma verso Milano. Un giro in moto per borghi perché il bello.del nostro Paese sono questi luoghi da ammirare. Ben venga l'estro di Sgarbi che mette in mostra queste nostre bellezze".

Il sindaco Sgarbi fa un ampio racconto del museo, da lui inaugurato grazie al supporto del professor Emanuele Emanuele, oggi lontano dalla gestione ma ricordato dallo stesso primo cittadino. Prima la storia del palazzo e la figura del vescovo Doebbing: "Un tedesco che ha fatto molto ma che fu cacciato solo per la sua nascita, dopo che amò così tanto questi luoghi, riqualifincando la cattedrale sutrina ma anche Santa Maria in Rupes a Castel sant'Elia e altri beni a Vetralla. Abbiamo appena riscoperto delle terme, gia conosciute da lui come indica una lapide trovata sul posto".

Poi ricorda l'impegno profuso per aprire il museo e per tutta la cittadina: "Questa è la quarta attività qui, prima della fine del mandato arriveremo a sei dimostrando di essere il luogo più attivo del Lazio. Sutri è anche entrato a far parte dei borghi più belli d'Italia".

C'è tempo anche per la consueta polemica su mascherine e regole anti covid (leggi https://www.latuaetruria.it/il-territorio/64-provincia/4590-bocelli-torna-sulla-polemica-ai-pochi-che-mi-hanno-criticato-dico-vi-perdono).

Poi arriva alla mostra, che parte con le opere di Mattia Preti, tantissime presenti nella cattedrale sutrina. "Un artista spento per secoli, che risorse a Malta dove distribuì le ultime luci ed ombre che imparò da Caravaggio. Vedrete opere finora sconosciute, che lo indentificano come un grande sceneggiatore che del maestro fa teatro: la parte reale di Caravaggio, rappresentata come foto, con Preti diventa film. Poi Depero - prosegue Sgarbi - il più grande futurista, che ha trasformato l'arte in comunicazione. In mezzo tante meraviglie contemporanee, arriva Julius Evola, autore di dipinti straordinari prima di essere tacciato come fascista. Giusto ricordare che quello che noi studiamo è umanità, che precede la politica e va oltre gli errori delle scelte".

La mostra prosegue con Alberto Magri, con un ritorno alla tradizione, Tullio Garbari, la cui autenticità è disarmante, nobile, solitaria mentre il dialogo continua con Ottavio Mazzonis. Di segno opposto è l’esperienza esoterica di Casimiro Piccolo che riabilita il mondo delle favole, mentre ancora di altro spirito è il simbolismo di Jean Pierre Velly, tra i pittori e incisori di impegno più radicale ed esistenziale dell’intero Novecento. Rosa Maria Estadella che disegna e incide con paziente rimeditazione dell’opera di Velly mentre a rinnovare con vigore l’esperienza dello stesso si candida Agostino Arrivabene, visionario fuori del tempo.
Le mummie di Cesare Inzerillo si trasferiscono negli ambulatori igienicamente perfetti dove sua moglie, Marilena Manzella, sottopone a indagini diagnostiche, con elettrici effetti speciali, dipinti antichi di Mantegna, di Alvise Vivarini, di El Greco.
Presente nel percorso un giovanissimo artista rumeno, Christian Avram, disarmato e disarmante; Nora Kersh, che tenta di far tornare alla natura l’astrazione e chiude, con la forza e la semplicità di tornare all’uomo senza turbamenti e reticenze, Tiziana Rivoni.

Non resta che ammirarla, ma prima va celebrato l'ultimo atto, la concessione delle due cittadinanze onorarie.

Si parte con Paolo Portoghesi, che non nasconde la soddisfazione: "Essere qui dentro vuol dire partecipare ad una atmosfera meravigliosa, venivo qui da piccolo con mio padre, più avanti tornavo per comprare insaccati buonissimi, ora verrò con un grande senso di partecipazione. Sono amante della bellezza e sono onorato di condividerla con Bocelli". La targa, consegnata insieme al vice Di Lillo, che sottolinea il valore aggiunto che darà all'Antichissima città di Sutri, e al ministro Garavaglia, riporta la motivazione,  incentrata al suo pensiero e al gusto per la bellezza.

Sgarbi riprende la parola per il secondo ospite: "Il canto di Bocelli è graditissimo a Dio e al dialogo con le figure che ha intorno. In nessun cantante ho sentito l'unione tra aulico e prosaico come in lui, che è stato capace di portare la musica classica ad una dimensione universale. Da tempo lo avrei voluto qui - confessa il sindaco - e per un gioco strano si è formalizzata la loro proposta di raggiungere Sutri oggi, per girare il documentario americano, nel giorno del mio compleanno, che coincideva con l'inaugurazione della mostra. Infine come non notare la data,  l'8 maggio, che è formata da un apostrofo seguito dall'infinito".

Complimenti che Bocelli accetta ma rilancia ad un senso divino: "Il merito non esiste, è solo un dono del cielo, mentre esiste il demerito, di chi riceve un dono e lo rifiuta, senza usarlo come strumento di gioia. Poi viene lo studio, quello da non smettere mai. Grazie a Sgarbi, con cui condivido molto, tranne la cultura e la bellezza che ha lui".

Bocelli è a Sutri e in molti luoghi della Tuscia, quelli sulla Via Francigena, per girare “The Journey Andrea Bocelli”, un progetto spiegato dallo stesso artista: "E' un video a ritroso, perché parto da Roma, fulcro dellla cristianità, che poi porto con me nei luoghi che visito sulla via del ritorno, non è presunzione ma un grande amore per quel messaggio". Sutri doveva essere coinvolta solo per l'Eucarestia in cattedrale, confida Di Lillo, che prosegue: "E' bastato far vedere alla produzione la bellezza del mitreo per convincere a girare molto altro, infatti si è fermato tre giorni e ora negli Usa e nel mondo vedranno Sutri con tutta la sua bellezza".

Viene poi letta la motivazione che elegge cittadino Andrea Bocelli, lui "Sol invictus" come il Dio Mitra, per il suo dono e il suo amore per la vita.

Cerimonie concluse è il momento di visitare la mostra, mentre Sgarbi riceve regali e auguri per il compleanno, tra qui un lavoro ricamato realizzato da Gianna, sorella del consigliere comunale Roberto Zocchi, che la consegna direttamente al sindaco, che viene rappresentato con l'immancabile capra.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00, la biglietteria chiude mezz’ora prima.

Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 07611840180

Teresa Pierini