VITERBO - Nuovo omaggio della città dei papi per uno dei suoi cittadini illustri: Publio Muratore, che sarà ricordato con una mostra nell'ex mattatoio di Valle Faul per celebrare il centenario dalla sua nascita.
La presentazione, nella sala consiliare, nell'anniversario della sua scomparsa (Muratore morì infatti il 23 gennaio 1998), alla presenza dell'assessore Delli Iaconi, del presidente Fondazione Carivit Brutti, della moglie Anna Rita Meschini, la figlia Maria Teresa Muratore e Giorgio Felini, collega e amico dell'artista.
L'assessore Delli Iaconi ha ricordato l'uomo: "Ho conosciuto Publio, grande creativo, sempre a disposizione per organizzare eventi culturali e fare da collegamento con il mondo artigiano" così come Brutti: "Un personaggio di rilievo per questo territorio, uomo dal grande valore artistico e ottimo docente, in grado di avere un bel rapporto con i giovani studenti. Nonostante questo era semplice e disponibile, è giusto che questa città lo ricordi".

Il professor Felini ha affrontato il fiume di ricordi e la vita dell'artista, ricordando la sua nascita nel 1918 a Gallese, rimasto giovanissimo orfano di padre, l'infanzia con la nonna e la cugina Annina, i ricordi nel palazzo di famiglia, rimasto intatto, la scuola militare, la partenza volontario per l'Albania, seguita dalla dura prigionia nei campi di lavoro in Germania. "Ricordo un aneddoto: lui nei campi sopravviveva per la sua bravura, realizzando ritratti e quadri. Un giorno rubarono del pane e i tedeschi pretesero il nome del responsabile, Publio, che aveva perso anche la mamma e la sorella, si offrì volontario ma i tedeschi sapevano che non poteva essere in quel posto. Incredibilmente commossi dal suo gesto non punirono nessuno. Si salvò e tornò in Patria avviando la sua carriera di docente, sposandosi e avendo tre figlie. Viaggiò molto e disegnava ogni cosa che vedeva, questa mostra è dedicata proprio ai suoi disegni, base per il suo lavoro di pittore, professore, scenografo. Ha imparato a disegnare facendolo come primo gesto - ha precisato Felini - mutuando dalla formazione classica e subendo influenze rinascimentali. Il suo è un disegno estremamente comunicativo, realizzato anche su fogli volanti, blocchetti, carte di ogni tipo. I suoi soggetti preferiti erano gli animali, specie quelli domestici, ma anche cavalli. La mostra, allestita su progetto del nipote Vincenzo Publio Mongiardo, è divisa in 7 sezioni, la prima dedicata a Viterbo, poi i disegni base, quelli di viaggi, le scenografie, le prove degli affreschi, i bozzetti per le opere più grandi, che saranno mostrate in foto o, quelle trasportabili, direttamente in mostra. Novanta disegni e venti opere".
"Abbiamo voluto ricordare anche la figura dell'insegnante - ha concluso la figlia Maria Teresa - lavoro da cui trovava vivacità. Ancora oggi incontriamo ex studenti che lo ricordano con affetto".
Il sito è stato realizzato dagli studenti del Ruffini (publiomuratorelamostra.altervista.org) e si avvale di Ciceroni speciali, due studenti dell'Orioli che, a turno, racconteranno ai visitatori del mattino (dalle 10 alle 13) opere e vita di Muratore. Sarà inoltre proiettato un video realizzato da Vincenzo Bonanni che racconta la biografia dell'artista, mostrandone anche il lato umano, con interviste ai famigliari e ad ex allievi.
La mostra è realizzata per volere della famiglia, con la consulenza del professor Giorgio Felini, è contributo del Comune di Viterbo e della Fondazione Carivit e il patrocinio del Lion Club Viterbo, Comune di Gallese, Provincia di Viterbo e Camera di Commercio di Viterbo. Inaugurazione il 26 gennaio alle 18, visitabile, con ingresso libero, fino al 18 febbraio 2018.
Teresa Pierini
