ROMA - Prima visita ufficiale di Leone XIV ai fedeli che si sono radunati nella Basilica di San Paolo Fuori le mura, dove viene accolto dalla famiglia benedettina, che la custodisce.
Come da programma fa il suo arrivo alle 17, tra gli applausi di migliaia di persone, molte fuori, nel giardino della basilica, altrettante dentro. La chiesa custodisce i ritratti di tutti i papi di questi due millenni di cristianesimo, manca ancora quello di papa Prevost, ovviamente in fase di realizzazione, ma la cornice che lo ospiterà è già illuminata, esattamente come accade per il pontefice in carica.



La processione dei sacerdoti, con l’abate benedettino dom Donato Ogliari e il cardinale arciprete James Michael Harvey, annuncia l'ingresso: il Papa percorre la navata salutando e benedicendo, ancora commosso per l'affetto che riceve fin dalla sua prima apparizione dal loggiato.



Il primo gesto, come fu per San Pietro, è la visita della tomba di San Paolo, sotto l'altare, per poi raggiungere il trono e seguire la lettura dalla Lettera di San Paolo ai Romani.



La breve celebrazione prevede una sua omelia, dove si concentra sui temi a lui cari, mutuati dal messaggio paolino: grazia, fede e giustizia. "La salvezza non viene per incanto, ma per un mistero di amore preveniente da Dio e di adesione libera da parte dell'uomo - ricorda il Pontefice invitando a rispondere alla chiamata del Signore, come fece Saulo. “Era ancora lontano dal Vangelo e perseguitava la Chiesa - così lo ricorda, prima della conversione, qualcosa che lo accomuna a Sant’Agostino, aggiunge ancora ricordando di appartenere alla famiglia degli agostiniani - che parlando della sua chiamata ricordava: Cosa potremo noi scegliere, se prima non siamo stati scelti noi stessi? In effetti, se non siamo stati prima amati, non possiamo nemmeno amare”.



Cita anche San Benedetto, ricordando i suoi appelli nella Regola: "Parlando dell’amore come fonte e motore dell'annuncio del Vangelo, alla carità fraterna nel cenobio e all'ospitalità verso tutti" per poi richiamare le parole di Papa Benedetto XVI, quelle che rivolse ai giovani nella Giornata mondiale della gioventù di Madrid del 2011: "Cari amici, Dio ci ama. Questa è la grande verità della nostra vita e che dà senso a tutto il resto. All’origine della nostra esistenza c’è un progetto d’amore di Dio, e la fede ci porta ad aprire il nostro cuore a questo mistero di amore e a vivere come persone che si riconoscono amate da Dio".

La cerimonia si conclude con la benedizione e l'uscita di Papa Leone dalla Basilica, di nuovo tra due ali di folla che lo salutano e lo riprendono con i cellulari.





Entra in macchina e continua a benedire con il finestrino abbassato le persone rimaste fuori., concludendo questa importante giornata per Roma e i cattolici.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
