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Il Natale di San Francesco: la rievocazione di Greccio dedicata all'800° anniversario del primo presepe

Manifest. Religiose
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GRECCIO - Sopra il Santuario che domina la vallata, sotto una tribuna sempre piena di pubblico, nonostante il tempo non troppo clemente di inizio anno: è il Natale di San Francesco, rievocazione organizzata da decenni dalla locale Pro loco che quest'anno ha celebrato l'ottocentesimo anniversario dal primo presepe inventato proprio dal santo di Assisi.

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Un secolare ricordo che da anni rinnova i fatti che portarono alla prima rappresentazione della Natività, non un tradizionale presepe vivente, ma l'arrivo di Frate Francesco a Greggio, nel 1209, tra la diffidenza di parte del paese, e l'incontro con "Frate Lupo" ormai mansueto.

Sono i volontari della Pro loco a recitare le varie parti, mettendo in scena la vita quotidiana degli abitanti e dei fratelli giunti sul posto.

Passano gli anni nel paese reatino e Francesco torna dopo aver visitato la Terra Santa, armato della sua parola e del suo esempio, trovandoli come li aveva lasciati, "ricchi di povertà", e diventandone parte integrante, dopo aver lasciato il suo eremo dove pregava e meditava.

Sta nascendo quello che oggi conosciamo l'ordine francescano, con il precetto della perfetta povertà e il cammino  per il mondo, liberi, senza gli impedimenti a cui costringono denaro e libertà. Viene rappresentata anche la visita dal pontefice, papa Onorio III, che nel Natale 1223 ne permette l'agognato risconoscimento.

E' per festeggiare che Francesco pronuncia le parole che hanno creato quel rito che si ripete da ottocento anni nelle chiese e nelle case dei cristiani: "Non serve andare a Betlemme per pregare nostro Signore,  ma io vorrei far vedere come Lui, scegliendo la povertà, si sia fatto uomo, pur fragile. Greccio è ricco di povertà, è questo il posto giusto".

Contatta Giovanni, il signore del posto, per organizzare quanto ha in mente: "Per festeggiare l'approvazione della nostra regola ho pensato ad una messa celebrata di notte in una grotta illuminata con le torce. L'altare sarà una mangiatoia con fieno, con un bue e un asino. Non voglio un gioco teatrale, niente figuranti per Maria e Giuseppe, voglio solo fare capire la differenza con quel Gesù, disceso in terra e fatto uomo. Tutti saremo convenuti intorno ad un Dio che unisce e non divide".

Il paese si riunisce davanti la grotta, tutti insieme, anche Bastiano, uno degli ultimi scettici sull'attività di Francesco, che, pieno di gioia lo saluta così: "Questa sera Greccio è Betlemme, l'incredulo Bastiano vede il bambino muoversi, è la sua fede che gli raggiunge il cuore. Ora possiamo festeggiare il vero Natale".

Con le ultime rappresentazioni si sono così concluse le celebrazioni per l'800° anniversario del primo presepe, che poi è una raccolta celebrazione del Natale. La rievocazione tornerà il prossimo anno, sempre sotto il santuario di San Francesco a Greccio.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi