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Il patrimonio immateriale Unesco al “Speciale Tg1”: tra le tradizioni anche la Rete delle Grandi Macchine a spalla

Sagre e Feste
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VITERBO - In Italia si celebrano ogni anno migliaia di riti religiosi e laici, feste o usanze tradizionali che si tramandano di generazione in generazione. Per l'Unesco queste pratiche sociali, frutto di antiche culture popolari, meritano di essere nominate patrimonio immateriale dell'umanità.

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A “Speciale Tg1” - in onda domenica 31 marzo alle 23.30 su Rai 1 - il viaggio di Elisabetta Mirarchi alla scoperta di questo patrimonio.

L'Italia vanta ben diciotto riconoscimenti. Tra questi, la rete delle grandi macchine a spalla: i Gigli di Nola, i Candelieri di Sassari, la macchina di Santa Rosa a Viterbo e l'incredibile Varia di Palmi, un'imponente giostra semovente. Strutture trasportate da centinaia di uomini che celebrano la devozione a un santo protettore o a un'entità spirituale che, secondo le leggende locali, hanno salvato la popolazione da tragedie.

Ci sono poi arti antichissime, ma poco conosciute ai più, come il corno da caccia che tre secoli fa veniva utilizzato nelle battute di caccia dei reali per segnalare i movimenti dei cervi nelle foreste. Risale a oltre quattro secoli fa, poi, l'arte della falconeria portata in Italia da Federico II. E ancora, i cantori sardi, circa 3.500 in tutta la regione, una volta espressione poetica dei pastori e oggi attività diffusa in tutti i ceti sociali. Infine, le testimonianze dei viticoltori dell'isola di Pantelleria che tengono viva la pratica della vite ad alberello, tramandata per generazioni.