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Consorzio Zafferano di Nepi: conclusa la raccolta 2018. Nonostante il maltempo è intatta la qualità

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NEPI - Parlare di zafferano in autunno è un po’ come parlare di mare e spiaggia in estate. Tra ottobre e novembre, circa due mesi e mezzo dopo la semina di agosto, il Crocus Sativus spunta per mostrarsi in tutto il suo splendore e per dare vita a una delle spezie più pregiate al mondo.

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La zona della Tuscia, da parecchio tempo monopolizzata dalla coltivazione della nocciola, da qualche anno è diventata anch’essa terra di Oro Rosso grazie al coraggio di quegli agricoltori locali che hanno scelto di diventare portatori e portavoci di una svolta nel mondo della coltivazione locale e del km zero, senza l'uso di concimi e pesticidi. Va da sé, quindi, che per il Consorzio Zafferano di Nepi – attivo in prima linea nella promozione e valorizzazione della spezia – questo è senza dubbio il periodo più impegnativo dell’anno per via della raccolta.

Iniziata alla fine di ottobre, la raccolta 2018 ha regalato numeri straordinari, a fronte dell’impegno profuso ogni giorno nei campi di Nepi. Come nel 2017, complice anche l’ingresso nel Consorzio di nuovi soci – avvenuto in estate –, i risultati parlano di un fiore sano e di ottima qualità: pistilli lunghi e forti rappresentano il biglietto da visita di un prodotto di prestigio, frutto del gran lavoro fatto dalla squadra di agricoltori impegnata già alle prime luci dell’alba.

I 20 kg di fiori raccolti in un solo giorno testimoniano i grandi numeri. Con tanta passione, infatti, gli addetti portano avanti il processo di lavorazione, dalla mondatura (l’operazione che porta alla separazione dei pistilli dal fiore) fino all’essiccazione, quest’ultima fondamentale per evitare la perdita parziale delle qualità della spezia.

Una qualità che non è stata in alcun modo intaccata dalle piogge poco incoraggianti delle ultime settimane. E anche questo, senza dubbio, è un segnale che indica la purezza, l’affidabilità e il valore del raccolto di quest’anno.

I fiori di zafferano