Chiusura teatro: le parole del centro-destra che richiama al rispetto delle regole

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VITERBO - “Siamo contrari ad ogni forma di abusivismo, anche quando a giustificarlo siano persone politicamente vicine alla nostra area”. Con queste parole la segreteria provinciale di Fare! con Tosi e quella di Unione della Tuscia stigmatizzano quanto avvenuto in questi giorni in merito alla chiusura di una struttura finalizzata allo spettacolo, aperta, come poi appurato, in difetto delle necessarie autorizzazioni.

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“Tornano in mente le parole di Almirante – proseguono – che affermava come 'se a commettere un reato dovesse essere uno dei nostri la pena dovrà essere il doppio'. Questo pensiero deve essere ben chiaro a tutti, anche a chi in questi giorni si sta esponendo con dichiarazioni impossibili da condividere. Non riusciamo a comprendere le parole di alcuni esponenti del centro-destra locale che tendono ad avallare comportamenti che non sono conformi alle leggi e in particolare al Testo Unico in materia di sicurezza. E' indispensabile rispettare quanto previsto, per il bene degli spettatori: una famiglia deve poter frequentare un luogo dando per scontato che tutto sia in regola, nella certezza che chi ha controllato a monte non abbia trascurato nulla, al fine di far vivere ai propri figli serate di aggregazione in tranquillità”.

Tutto diventa più grave se si pensa di utilizzare questa situazione per un cieco attacco verso l'amministrazione Michelini: “E' assurdo pensare di attaccare la maggioranza a prescindere, va fatto se ci sono motivazioni valide ed a questo non ci siamo mai sottratti. Ma in questo caso, se mancano le autorizzazioni, si fa solo polemica sterile e non rispondente alla realtà. Ci chiediamo – concludono – cosa sarebbe accaduto se lo stesso comportamento fosse stato tenuto per qualsiasi altro soggetto che avesse aperto un locale di pubblico intrattenimento senza il rispetto delle regole previste: avremmo assistito alla stessa levata di scudi?”

Questa la presa di posizione dei due movimenti viterbesi, Fare con Tosi Viterbo e Unione della Tuscia, che si va a sommare a quanto dichiarato dal neo Coordinatore comunale di Viterbo per Noi con Salvini, Enrico Maria Contardo.

"In merito ai fatti di cronaca che questi giorni hanno interessato l’apertura e la quasi immediata chiusura del Teatro Caffeina, riteniamo che, senza dubbio, l’avvio di un’attività commerciale, quando comporta anche la restituzione di uno spazio culturale alla fruibilità cittadina, sia certamente un’iniziativa positiva e sicuramente utile ad un centro storico sempre più in difficoltà. Ma è altrettanto certo, secondo quelli che sono i nostri valori come movimento politico 'Noi con Salvini', che chiunque si appresti a esercitare un’attività commerciale, debba attenersi alle regole e ai regolamenti che normano la materia, nonché possedere le autorizzazioni e i permessi previsti. Questo deve valere per un qualunque cittadino, come per il Teatro Caffeina, senza alcuna distinzione.

Non possiamo non riconoscere che se una persona qualunque provasse ad aprire un’attività senza rispettare il necessario iter, passerebbe sicuramente un brutto momento e ci resta difficile credere che ci sia una qualche levata di scudi in suo favore.

Il rispetto delle regole, a maggior ragione quando sono necessarie per garantire l’incolumità dei cittadini, deve venire prima di ogni altra considerazione: aprire senza certificazione per la prevenzione degli incendi e quella della Prefettura sulle vie di fuga, come ha riportato in questi giorni la stampa, è stata, a nostro avviso, una grave leggerezza, e ha creato una situazione di potenziale rischio per chi si è recato nella struttura, pensando di passare un momento di svago. È questa la riflessione più inquietante che inevitabilmente viene da fare di fronte alla vicenda di questi giorni.

Pensare, inoltre, che a 'forzare' queste regole e a creare certe circostanze, sia stato proprio chi siede in consiglio comunale - conclude Contardo - e che in tale ruolo deve essere il primo a rispettare l’istituzione che rappresenta e le modalità con cui dà ordine all’attività sociale ed economica, al pari di ogni altro comune cittadino, è veramente imbarazzante.

Ma nel caso specifico, ad essere veramente sgradevole, è la difesa dell’indifendibile".